Non eroi ma martiri. Andrà tutto bene?

di Roberto Olivato

Una festa di S. Giuseppe, Patrono dei padri di famiglia e dei lavoratori, quella che domani 19 marzo ci apprestiamo mestamente a festeggiare nelle nostre case. Più mestamente o meglio tragicamente, la vivranno tutti i papà in camice bianco presenti nelle trincee delle corsie dei nostri ospedali. Quelli che in molti chiamano eroi in realtà noi li vediamo più come martiri, il cui martirio paradossalmente é creato dall’incapacità dello Stato che non é e a tutt’oggi sembra ancora non essere in grado, di rifornire gli operatori sanitari dei dispositivi di protezione individuale quali mascherine, guanti e calzari. Tutto ciò é veramente assurdo, vergognoso se non addirittura criminale, come il numero di contagi fra i camici bianchi in crescita esponenziale é lì a dimostrare. Intanto i nostri politici continuano a riempirsi la bocca con elogi verso le categorie di medici ed infermieri, ma nella realtà dei fatti non si nota alcun intervento massiccio nel rifornimento di strumenti minimi e basilari per l’incolumità di queste persone. In questa situazione diventano senza senso le manifestazioni dei canti dai balconi, delle lenzuola arcobaleno e delle frasi speranzose come “Andrà tutto bene” che dice tutto e niente, circa la pesante situazione vissuta da medici e paramedici, perché se continua questa mancanza d’intervento dello Stato, quella frase dovrà terminare con un punto di interrogativo. A noi non resta che fare doppi auguri a tutti i Giuseppe che sono anche papà e triplici auguri a tutti i padri in camice bianco.