Occorre una seria pianificazione

L’atavico problema casa continua imperterrito. Situazioni di emergenza in varie parti della città vengono sopportate o ignorate anziché provare a risolverle. Palazzo del Picchetto, degrado ed incuria in centro città, nel totale silenzio delle Belle Arti.  

di Roberto Olivato

Sono anni che il Palazzo del Picchetto non ha pace. Da quando vennero chiusi gli uffici della Brigata Folgore e conseguentemente il Circolo e mensa annessi, la struttura (fotonewslivorno.wordpress.com) passò alle competenze del Demanio Civile. Sono oltre dieci anni che questo edificio, presente in piazza Guerrazzi da più di trecento anni, è abbandonato a se stesso e nonostante sia sotto la tutela delle Belle Arti, nessuna tutela si é mai vista, tanto da farla apparire più un sostantivo eufemistico rispetto alla salvaguardia che la struttura meriterebbe, anzi il deterioramento causato dall’incuria è in costante crescita. Come se tutto ciò non bastasse, da circa due anni gli ambienti creati nei primi del ‘700 dagli architetti Giovanni Battista Foggini e Giovanni Del Fantasia, sono stati occupati inizialmente da circa venticinque famiglie, oggi il numero degli “inquilini” è sconosciuto e per la maggior parte anche, la loro identità. E’ di due giorni or sono la notizia dell’invio di un esposto alla Procura della Repubblica, da parte di abitanti di via Grande e strade limitrofe,  circa una situazione di degrado e spaccio di droga divenute ormai intollerabili. Una bomba ad orologeria quella del Palazzo del Picchetto, in pieno centro città, che non si riesce o non si vuole disinnescare in attesa forse di qualche tragico evento. Il problema casa è senz’altro molto pesante a Livorno e a parte qualche timido intervento, come la ventina di abitazioni ristrutturate che a breve Casalp (Casa Livorno e Provincia Spa) consegnerà ad altrettanti nuclei famigliari, non si vede altro all’orizzonte. Questi 20 nuovi alloggi sono la classica goccia nell’Oceano, visto il numero di edifici occupati in città da circa 500 persone: la caserma Del Fante in via Adriana occupata dal 2010,  l’ex distretto Asl di via Ernesto Rossi 2012, sugli scali D’Azeglio il palazzo Maurogordato  dal 2015, ex circoscrizione 1 dal 2011 e la 3 dal 2015,  ex stazioncina del tram via Firenze 2015,  gli ex uffici dell’Atl in via Meyer 2016, ex Cecupo ed ex centro diurno Asl in via degli Asili 2015, l’ex palazzo della Cassa di Risparmi in via Borra 2016, gli ex asili Chayes e 4 Stagioni in via Cambini e in corso Amedeo 2016, il palazzo del Picchetto piazza Guerrazzi 2016,  la palazzina di via Corcos e la Torre della Cigna 2016 ed altri appartamenti in varie zone della città. Vorremmo sapere dall’Amministrazione cittadina a quando una seria pianificazione abitativa degna di questo nome e se servisse, chiamandola magari Casa Pride, vista la simpatia dimostrata verso questo sostantivo che sembra sia il solo in grado di  stimolarla ?