Pasqua e Pasquetta senza fuori porta ma dietro la porta

                                                                BUON PASQUda IlRuspante.news

di Roberto Olivato

Una Pasqua fuori dal comune quella che stiamo vivendo quest’anno, specialmente per famiglie di commercianti, artigiani, liberi professionisti e lavoratori dipendenti, che dal 5 marzo sono senza alcun reddito. L’attuale stagnazione lavorativa, richiama alla mente un libro bestsellers degli anni ’90 dal titolo ” Io speriamo che me la cavo” curato da un maestro di una scuola elementare di Napoli. In quelle pagine scritte da scolari, erano riportati i temi farciti di errori ortografici e frasi dialettali sconnesse. Mentre quei temi portavano un sorriso nei cuori dei lettori, l’attuale pesante situazione creata dal Covid-19 stende un’ombra su quel “Io speriamo che me la cavo”, se calata nelle famiglie segregate e disoccupate di questi giorni. Un titolo che assume un suono dal sapore amaro, quasi una speranza soffocata sul nascere, perché a tutt’oggi milioni di persone da ormai due mesi sono senza un Euro in tasca. La speranza é l’ultima a morire dice un detto popolare, ma la stessa non muore se é visibile un traguardo o quanto meno un aiuto almeno economico. Tutto ciò non esiste a tutt’oggi e questa situazione rischia d’implodere, non per puro spirito rivoluzionario, ma per seri motivi di sopravvivenza, in cui tantissime famiglie si trovano a vivere nonostante le mille promesse governative e dove molte coppie riescono a fare la spesa, grazie all’aiuto degli anziani genitori. Una Pasqua di oggi senz’altro triste nell’atmosfera famigliare, ma auspicabilmente ricca del calore delle famiglie a cui i figli possono attingere forza e sicurezza per il futuro, che speriamo quanto prima possa tornare a sorriderci.