Pietre d’Inciampo

 

di Roberto Olivato

Questa mattina 23 gennaio si è svolta la Giornata della Memoria, organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio e dalla Comunità ebraica, in ricordo della deportazione degli ebrei di Livorno. Come già avvenuto nel 2013 in una precedente marcia in via Cassuto, nei pressi della Sinagoga,  è stata posta una seconda Pietra d’Inciampo in memoria di Matilde Beniacar. L’encomiabile iniziativa, che annualmente si avvale della collaborazione della Diocesi, Comune di Livorno e Istituto Istoreco, tende a fissare nella memoria soprattutto dei più giovani, i nomi di ebrei deportati in campi di concentramento che altrimenti sarebbero dimenticati e perché il loro sacrificio possa servire da monito, affinché tali tragedie non vengano più a ripetersi. Quello che secondo noi però stona in questa toccante Giornata, è la posa delle Pietre d’Inciampo sui marciapiedi alla mercé di cani con i loro escrementi, di calpestii di scarpe e quant’altro. Queste Stolpersteine nome tedesco delle Pietre d’Inciampo, rivestite di ottone, presenti in diversi Paesi europei, rappresentano una sorta di lapidi e come tali andrebbero rispettate e protette. Quella della posa sui marciapiedi, idea dello scultore tedesco Gunter Demnig, anche se suggestiva come trovata non è ossequiosa dei nomi che le Pietre tendono a ricordare. Forse sarebbe più opportuno fissarle ai muri delle case, anche perché le scritte col tempo si anneriscono per le cause suddette, ma soprattutto per il rispetto che quei nomi meritano ed ai quali la Giornata è dedicata.