Più che un orgoglio è un de profundis

di Roberto Olivato

Siamo nel pieno del Cacciucco Pride, domani sarà l’ultimo giorno ed i ristoratori si dicono soddisfatti dell’affluenza di clienti, tutto qui nulla da eccepire. Quello che stupisce e che non si capisce è il perché di tanta affluenza ed in alcuni ristoranti si sono viste anche delle code. Qualcosa non funziona in questo Pride, preferiamo chiamarlo italicamente col termine orgoglio, perché se uno volesse mangiarsi un piatto di cacciucco, potrebbe farlo in qualsiasi giorno della settimana senza attendere la tre giorni della manifestazione. Si dirà che l’iniziativa ha lo scopo di attrarre turisti ai quali far conoscere il primo piatto della cucina livornese, che ha reso la città famosa in tutto il mondo. Purtroppo fra le decine di ristoratori ben pochi sono i professionisti in grado di proporre un vero cacciucco, la maggioranza si destreggia in piatti somiglianti, ma che sono lontani anni luce dalla ricetta regina. Però si sa che come in tutte le sagre, perché di questo si tratta, la gente vi accede solo per lo stare insieme ad amici e famigliari a fare caciara, senza rendersi nemmeno conto di ciò che mette sotto i denti e la degustazione passa in secondo piano, annaffiata da vini di scadente qualità e da tanta confusione inebriante. La manifestazione inventata quatto anni or sono dall’assessore pentastellato Francesco Belais, se aveva come scopo quello di sottoporre a turisti stranieri e non il signor Cacciucco, molto probabilmente non otterrà l’effetto sperato perché, per quanto detto sopra e cioè improvvisazione ed incapacità culinarie, non lascerà alcun segno o meglio alcun gusto particolare nei palati degli avventori, se non quello di una normale zuppa di pesce assaggiata migliaia di volte in qualsiasi altra parte d’Italia ed anche all’estero. Pertanto più che un inno al Cacciucco sembra più un de profundis, se non verrà adottato in futuro, dalla nuova Giunta ma soprattutto dal nuovo assessore al turismo,  un significativo correttivo che  partendo magari da una selezione dei ristoratori più qualificati, possa rappresentare al meglio la nostra Livorno col vero piatto dalle 5 C.