Prima giù le serrande ora i pantaloni

di Roberto Olivato

Chi si aspettava chiarimenti circa l’annunciato Decreto Legge “Rilancio” da parte del Presidente del Consiglio, é senz’altro rimasto non deluso, perché con Conte a sentirlo non si può provare altro che delusione, ma esterrefatto. Non si é capito che cosa sia andato a fare questa sera in Tv il nostro primo Ministro, che in un precedente nostro editoriale l’avevamo soprannominato “Ho detto tutto” alla Totò. Chi si aspettava chiarimenti circa l’arrivo dei dispositivi di protezione individuale in numero sufficiente per tutti, oltre a tamponi, non ha sentito nulla e senza quegli strumenti buona parte delle attività commerciali non potranno riaprire, perché non in sicurezza. Attività che a tutt’oggi, almeno la maggior parte di esse, non sono state foraggiate di quella liquidità tanto sbandierata e mai arrivata che permetterebbe loro di pareggiare conti con fornitori e proprietari dei locali. La conferenza stampa di questa sera é sembrata la fotocopia di quella della Fase 1, un Rilancio appunto, con qualche differenza circa il Covid-19 grazie al calo di decessi e contagi, ma assolutamente vaga e fumosa come il Dpcm precedente. Mentre allora, si parla di metà marzo, poteva essere giustificata una certa incertezza dovuta all’inesperienza nell’affrontare una pandemia, oggi questo non é più accettabile.  Dopo sessanta giorni il Governo non é riuscito a far vedere il becco di un quattrino alla maggior parte di coloro ai quali, dopo aver fatto abbassare le serrande, gli chiede ora di abbassare i pantaloni, per prenderlo il sussidio.