Primo Maggio, meno discorsi e più fatti

Sempre alto il numero di disoccupati nel nostro Paese e nella nostra provincia. La nostra Diocesi, nel giorno di San Giuseppe, ha istituito tre giornate di preghiera per il lavoro

di Roberto Olivato

Il Primo maggio la Chiesa festeggia San Giuseppe lavoratore, ed al lavoro, tema che è molto a cuore  al vescovo Simone Giusti, la Diocesi ha dedicato tre giornate, iniziate domenica 29 alla chiesa del Soccorso per proseguire questa sera 30 aprile alla chiesa di sant’Agostino con una veglia di preghiera alle 21,15. Domani 1 Maggio festa del Patrono dei lavoratori, monsignor Giusti celebrerà alle ore 10 una S.Messa a bordo della Moby Vincent al Varco Sgarallino, dedicata a tutti i caduti sul lavoro ed in particolare ai due operai della Labromare che lo scorso mese di Marzo persero la vita all’accosto 29 all’interno del deposito costiero Neri. Vista l’assenza di politiche capaci di rimettere in moto domanda e offerta, ai giovani e meno giovani in attesa di occupazione, non resta che appellarsi a San Giuseppe, perché intervenga per far risolvere l’atavico problema della mancanza di lavoro.  Domani infatti, ai festeggiamenti del primo maggio, giornata a cui il nome festa poco si addice con l’aria che tira, mancheranno all’appello quasi 3 milioni di disoccupati, oltre seimila cassintegrati e decine di migliaia di precari.  Milioni di mancati lavoratori che staranno alla finestra, in attesa di tempi migliori e di nuove alchimie, che un futuro e momentaneamente utopistico governo possano farli uscire dallo stallo, che vede l’Italia fanalino di coda insieme a Spagna e Grecia. A Livorno che in fatto di disoccupazione non si scherza, per il primo maggio alla Terrazza Mascagni è stata organizzata una rassegna di musica dal vivo con abbinata ristorazione, quasi a voler esorcizzare l’assenza di posti di lavoro che però il giorno dopo, finita la musica, non vedrà nulla di cambiato sino a quando qualcuno, lasciando perdere rivalità, invidie, ripicche ed egoismi mettendo davanti il bene della città, si metta a lavorare per dare lavoro ad una Livorno ormai asfittica che non può più aspettare. Ma state pur certi che saremo assillati dai soliti discorsi di sindacalisti e politici, ce ne sono tanti purtroppo, che non hanno ancora capito che è finito il tempo delle chiacchiere ed il mondo del lavoro non può più aspettare. E’ ora di passare ai fatti, se non è già troppo tardi.