Si sono ciucciati il cervello

di Roberto Olivato

Lo scorso anno criticammo la pubblicità che la Giunta Nogarin mise in campo per propagandare il “Cacciucco Pride” in cui da un balcone, una formosa bruna lanciava sulla testa di un tizio un polpo. Questa, secondo i produttori del video, era il miglior modo per reclamizzare il primo piatto della cucina livornese. Pensavamo che peggio di così non si potesse arrivare e che si fosse toccato il fondo, sino a quando non abbiamo visto il video della campagna per la manifestazione di quest’anno, che si svolgerà nei giorni del 14-15-16 maggio, dove due giovani in motorino e senza casco, fermati ad un posto di blocco da un finto e tragicomico carabiniere, all’intimazione dell’alt dichiarano di stare andando al Cacciucco Pride. Alla richiesta delle loro generalità i due giovani dichiarano uno “Melo ciucci dietro” ed il secondo “Melo ciucci anche a me, sono suo fratello”. Che cosa abbia a che fare col piatto di pesce e con la reclamizzazione della cucina labronica il farneticante dialogo non lo si  capisce. Se questo è il metodo adottato dall’Amministrazione comunale per promuovere la ristorazione e conseguentemente il turismo a Livorno, dobbiamo dire che più in basso di così non si poteva andare e forse per questo motivo i crocieristi dirottano verso Pisa, Firenze e Lucca. L’unica speranza è che le prossime elezioni amministrative premino il partito o la coalizione che ponga il turismo al primo posto per lo sviluppo cittadino e tratti con i guanti il Cacciucco, evitando di svilire l’impegno e la professionalità degli addetti alla ristorazione, ma anche a tutto l’indotto, altrimenti qualcuno si è ciucciato il cervello.