Stazione il flop della chiusura

Ad una anno dalla chiusura della Stazione il problema clochard sussiste, i giacigli si sono trasferiti sui marciapiedi.

di Roberto Olivato

E’ passato quasi un anno da quando alla stazione ferroviaria di Livorno decisero di chiudere l’accesso ai locali nelle ore notturne, per impedire dalle 0,30 alle 4,30 l’ingresso a persone senza dimora che gravitano nei pressi di piazza Dante. Questa la motivazione “fare in modo che chi arriva a prendere un treno nelle primissime ore del mattino, possa trovare una stazione pulita e decorosa”. Per la verità, come mostrano le foto della nostra cronista Silvia Porciani scattate alle prime luci dell’alba, con la chiusura della Stazione il problema del degrado si è trasferito all’esterno, la classica polvere sotto il tappeto. Se il fine della chiusura era quello di far trovare una Stazione più pulita e decorosa ai viaggiatori che arrivano a Livorno a notte fonda, tale scopo è fallito perché come si vede nella foto, il degrado è stato trasferito dalle sale di attesa, ai marciapiedi. Questo quanto affermarono in occasione della chiusura alle Ferrovie ” il nostro mestiere è fornire un servizio ferroviario, non è nostro compito né fare assistenza sociale a chi vive nel disagio, né compiere azioni di polizia per reprimere situazioni di microcriminalità “. Parole sacro sante, però se scopo della chiusura era l’eliminazione del degrado, possiamo dire che tale operazione si è rivelata un fallimento. Andrebbero sciolti i lacci e laccioli della burocrazia, per incrementare il numero di posti letto, attualmente circa un’ottantina ma ancora insufficienti e che principalmente Caritas e Comune di Livorno mettono a disposizione dei senza fissa dimora. Nel frattempo questi poveri disgraziati vengono assistiti nei loro gelidi giacigli di scatole di cartone, dal camper di Binario Mobile della Caritas che come la Ronda della Carità, S.Egidio e Svs, forniscono assistenza con bevande calde, coperte e qualche parola di conforto.