Tesoretto certo per l’Inps

di Roberto Olivato

L’allarme dell’Inps circa l’asfittica liquidità presente nelle proprie casse, che lo scorso mese di marzo portò il presidente dell’Inps Pasquale Tridico a dichiarare: «Abbiamo i soldi per pagare le pensioni fino al momento in cui è stato sospeso il pagamento dei contributi. Quindi fino a maggio non c’è problema di liquidità anche perché possiamo accedere ad un “tesoretto” che è il Fondo di Tesoreria dello Stato. Dopo di che immagino che in aprile ci sarà un altro decreto che dovrà anche dire cosa succederà alla sospensione dei contributi» Per la verità a quel “tesoretto” l’Inps sembra non aver fatto ricorso perché molti liberi professionisti non hanno ancora visto il bonus di € 1000, dopo i primi 600 euro già erogati a marzo e la cassa integrazione é ancora un miraggio per molti lavoratori. Esiste però un dato inconfutabile che è conseguenziale ai danni causati dal Coronavirus, o meglio al numero di decessi che la pandemia ha creato. Stando a dati Ministero della Salute le persone decedute da febbraio ad oggi sono state 35073, di cui il 70% uomini ed il 30% donne con un’età media di 79 anni per i primi e 85 per le donne. Pur nel rispetto delle vittime causate dal Covid-19 e del dolore dei loro famigliari, ci permettiamo di evidenziare il beneficio economico a cui l’Inps inaspettatamente si troverà a poter attingere e di cui a tutt’oggi nessuno ne ha ancora parlato. I 35073 decessi rappresentano, nella quasi totalità dei casi, altrettante pensioni, che l’Inps non dovrà più erogare. Non è semplice poter quantificare l’entità del risparmio perché sarebbe necessario saper quanti degli uomini deceduti lasceranno pensioni di reversibilità, quanti invece erano celibi o vedovi, quante le donne casalinghe o vedove, ad ogni modo vogliamo ugualmente cimentarci in un calcolo al ribasso che, pur considerando i 35073 decessi, non potendo avere percentuali analitiche specifiche, pensiamo di calcolare prendendo come media una pensione minima di circa 550,00 euro, che porterebbe ad un risparmio di erogazioni pensionistiche di € 19.290.150 mensili, che x 13 mensilità ammonterebbe a 250.771.950 Euro annui. Senz’altro poca cosa rispetto al mancato versamento dei contributi causato dalla chiusura delle attività, ma pur sempre una boccata di ossigeno di cui nessuno a tutt’oggi ne ha ancora parlato e quantificato.