Tiro alla fune

 

di Roberto Olivato

Sono passati una ventina di giorni dalle elezioni del 4 marzo ed ancora oggi, grazie ad una contorta legge elettorale, non abbiamo una maggioranza. Pur dichiarandosi vincitori, Cinquestelle e Centrodestra da soli non hanno i numeri e pertanto continuano a guardarsi attorno senza però trovare un interlocutore valido per la formazione di un Governo. Timidi avvicinamenti fra Di Maio e Salvini sono finalizzati all’assegnazione della presidenza delle Camere, ma nulla di più. E’ vero che in politica non si può mai dire mai però, salvo clamorosi colpi di scena non sembrano  prevedersi a breve, eventi capaci di muovere lo stagno in cui si è impantanata la politica. Le soluzioni ormai le conosciamo e sono state ripetute in tutte le salse e cioè ritorno alle urne dopo che un governo di scopo, del presidente o quant’altro, sarà riuscito a varare una nuova legge elettorale. Non tutti però amano questa soluzione come Pd e Forza Italia, per timore di sparire finendo risucchiati da 5Stelle e Lega, ma anche i parlamentari neo eletti che chissà quando riuscirebbero a rivedere l’ambito scranno. Quindi? Se dovesse perdurare questo immobilismo generale si potrebbe presentare uno scenario impensabile sino a qualche settimana fa. Un piccolo tremito all’apparente immobilismo generale l’ha dato ieri Veltroni che, in un’intervista al Corriere della Sera, si è detto disponibile ad un’apertura ai 5Stelle: ” con certe condizioni programmatiche e sotto la regia del Colle”. Queste parole non sono però piaciute ai renziani che hanno confermato la loro chiusura totale a sostegno di Di Maio e company. Se dovesse continuare questo tiro alla fune fra Veltroniani con Liberi e Uguali da una parte e Pd renziano dall’altra, si potrebbe arrivare ad un’ulteriore spaccatura che porterebbe alla sparizione del Partito Democratico il cui elettorato verrebbe fagocitato da 5Stelle e Lega ed anche i parlamentari, specialmente le matricole, si distribuirebbero all’interno dei due schieramenti, quello che avvenne per la Dc dopo mani pulite. Nel frattempo sembra che Renzi, fiutando l’aria, stia lavorando alla nascita di un nuovo Movimento. Fantapolitica? Forse, ma quanto lontano dalla realtà nessuno lo può sapere.