Torna a galla il solito marcio

di Roberto Olivato

C’è sempre qualcuno che crede di essere più furbo degli altri nel nostro Paese, non bastano fatti e accadimenti commessi dai vari furbetti e scoperti dalla magistratura, per frenare gli impulsi malavitosi di molti uomini politici ed affaristi. Nessun timore, non tanto di essere scoperti, proprio per la suddetta presunta furbizia, ma nemmeno verso la propria coscienza, primo Giudice per eccellenza. Così dopo mafia Capitale che scoperchiava il malaffare nella città capitolina, ecco che anche al nord salta il coperchio su affari illeciti nell’aggiudicazione di appalti. Questa mattina, l’operazione è ancora in corso, esponenti politici, amministratori pubblici e imprenditori, 95 persone sono accusate a vario titolo di associazione per delinquere aggravata dall’aver favorito un’associazione di tipo mafioso, corruzione e turbata libertà degli incanti, finalizzati alla spartizione e all’aggiudicazione di appalti pubblici. Le persone indagate a vario titolo per associazione per delinquere aggravata dall’aver favorito un’associazione di tipo mafioso, finalizzata a corruzione sono 95. Senz’altro un’operazione che Guardia di Finanza e Carabinieri coordinati dalla Dda (direzione distrettuale antimafia) proseguirà nei prossimi giorni. Al momento i primi nomi politici sono legati a Forza Italia, ma senz’altro a breve appariranno altre facce. I tempi di Mani Pulite sono ormai lontani essendo passati circa ventisette anni, ma come dimostra questa ultima vicenda, il malaffare non è stato estirpato del tutto. E’ passato un quarto di secolo da quella prima scrematura, che cancellò i Partiti tradizionali, ma come si vede pur cambiando le etichette i contenitori umani sono gli stessi con le loro debolezze e con l’onnipresente convinzione di un’ingiustificata immunità dall’essere scoperti, perchè più ganzi. I fatti hanno da sempre dimostrato che prima o poi il marcio viene a galla come in questo caso, anche se in piena campagna elettorale come ormai è consuetudine.