Un appello al Questore

di Roberto Olivato

Sono passati alcuni giorni dalla nostra intervista al parroco della chiesa della Madonna, che richiedeva a Comune, Questura e Prefettura, di poter sapere il numero degli occupanti del Palazzo del Picchetto per poter procedere all’ordine delle derrate alimentari, altrimenti le famiglie presenti non avrebbero potuto continuare ad avere i pacchi di cibo che la Caritas parrocchiale, sotto la cui giurisdizione rientra anche l’edificio di Piazza Guerrazzi, consegnava da circa due anni ad una cinquantina di persone. La preoccupazione di don Placido Bevinetto, parroco della chiesa della Madonna, si fondava sul fatto che non conoscendo il numero preciso delle persone presenti al Picchetto, non avrebbe potuto compilare l’ordine all’ Agea che provvede alla distribuzione alimentare agli enti preposti all’assistenza di bisognosi. Il nostro stupore, ma anche sconcerto, come quello di molti nostri lettori ed amici di don Placido, è di notare l’immobilismo o peggio l’indifferenza delle Istituzioni locali che a tutt’oggi non si sono degnate di contattare il parroco, nonostante i suoi rinnovati appelli. E’ veramente molto triste quanto sta avvenendo, lo scollamento fra Istituzioni e città la dice lunga sul rapporto coi cittadini a cui i vertici politici e non, solitamente amano riempirsi la bocca. Stupisce anche il silenzio del questore Orazio D’Anna che conosciamo per la sua sensibilità e disponibilità alla collaborazione con i cittadini ed a lui ci rivolgiamo sperando che possa intervenire contattando direttamente don Placido per aiutarlo ad uscire da quest’impasse, che oltretutto servirebbe a non creare inquietudini in una realtà critica come quella del Picchetto, che di tutto necessita tranne che di ulteriori tensioni.