Una notizia del “Genere” non é notizia

di Roberto Olivato

Il caso dell’insegnante della scuola elementare Mayer di Firenze che si è sentita offesa dalle proteste di alcune famiglie contro il suo “progetto contro gli stereotipi di genere” é stata riportata niente meno che da “Toscana Notizie”, il giornale online della Regione .

In difesa dell’insegnante é intervenuta l’assessora alla scuola formazione e politiche di genere Alessandra Nardini: ”  È una vicenda che dimostra quanto sia difficile superare gli stereotipi e quanto il lavorare per questo susciti ancora paure e pregiudizi. Credo, invece, che sia assolutamente necessario continuare e potenziare l’impegno culturale in tale direzione, un impegno che parta proprio dalle giovani generazioni affinché possano essere educate e possano  impegnarsi a realizzare un’ effettiva parità tra donne e uomini, la cui mancanza si traduce in disuguaglianze, discriminazioni, se non addirittura violenze.”

La teoria di genere sinuosamente sembra stia facendosi strada nelle scuole elementari, almeno sino a quando le Istituzioni scolastiche non si ricordino di limitarsi al loro ruolo, che é quello dell’istruzione. Il progetto dell’insegnante fiorentina avallato dall’assessora, esula dai canoni dell’insegnamento, violentando il clima  famigliare che è il principale ambiente educativo, specialmente per la sfera sessuale e morale dei propri figli.

La scuola dovrebbe limitarsi a quello che è il suo ruolo didattico, integrando l’educazione delle famiglie culturalmente ed educando verso il rispetto del prossimo, nonostante le nostre differenze, senza alterare quello che è alla base di ogni individuo e cioè la diversità di sesso. Sin dalla nascita il fiocco rosa o azzurro ed i nomi, simboleggiano l’appartenenza al mondo femminile o maschile. Persino nei fiori, il pistillo e lo stame restano ben distinti e non sono senz’altro opinioni precostituite, stereotipi appunto, ma vite con specifiche peculiarità dei ruoli che ognuno si trova a ricoprire.

Pertanto sarebbe opportuno che la Scuola torni al suo ruolo guida di formazione senza far passare, nel cavallo di Troia della salvaguardia delle disuguaglianze e discriminazioni, la teoria di genere, che oltretutto si scontra con i ruoli che nella società ben definiscono i due sessi, la maestra in questione non è un maestro e l’assessora non è l’assessore.