Un’assurda anagrafe

 

di Roberto Olivato

Apprendiamo con stupore da un comunicato stampa del Comune di Livorno che oggi, 29 gennaio con la decisione n 30 la Giunta ” ha accolto l’appello del Comune di Stazzema di aderire all’anagrafe antifascista istituita a settant’anni dall’entrata in vigore della Costituzione Repubblicana, il 1° gennaio 1948.” Il comunicato prosegue specificando che “l’iniziativa si colloca pienamente nel calendario degli eventi e delle azioni a cui l’Amministrazione Comunale ha aderito in occasione del Giorno della Memoria, accogliendo così l’idea lanciata dal Comune di Stazzema di un’ Anagrafe Virtuale Antifascista, che raccolga tutti coloro che si sentono impegnati in difesa dei valori condivisi di libertà, democrazia, legalità e contro il diffondersi di episodi d’ intolleranza”. Il nostro stupore non è tanto nell’adesione all’anagrafe Antifascista del Comune di Livorno, ma lo stupore deriva dal fatto di doverlo dichiarare dopo 14 lustri dalla nascita della Costituzione. Quasi che senza tale dichiarazione permanesse il dubbio che il nostro o altri Comuni potessero avere pensieri nostalgici sul ventennio. Questa schedatura, inversa rispetto a quella in vigore al tempo del fascio, dà quasi l’impressione che chi non sottoscriva l’anagrafe di Stazzema, possa venire considerato filofascista. Siamo certi che prima o poi anche per le Foibe verranno creati degli elenchi Anagrafici anticomunisti e via di questo passo. Pensavamo che l’antifascismo facesse parte del DNA della nostra pur martoriata democrazia e pertanto di tutti i Comuni che di essa ne sono espressione. Il fatto che uno di essi nel 2018 debba dichiarare il proprio antifascismo ci lascia appunto, molto stupiti.