Un’Europa poco solidale disconosce il senso della Pasqua

di Roberto Olivato

Oggi pomeriggio 10 aprile, alle ore 15,00 il sindaco Luca Salvetti ricoderà nell’Aula Consigliare, il 29esimo anniversario della tragedia del Moby Prince che vide la morte di 140 persone fra equipaggio e passeggeri. Una tragedia quella del 1991 la cui ferita é ancora aperta per mancanza di verità sulle cause e responsabilità del nefasto evento. Un anniversario che non avrà la ribalta offerta negli scorsi anni, a seguito delle misure restrittive adottate per il Covid-19 ma, anche se in forma più silente, non mancherà di scuotere gli animi non solo dei famigliari delle vittime, da anni uniti nell’associazione “Io sono 141” che questa mattina ha visto il suo presidente Loris Rispoli assieme al sindaco Luca Salvetti, leggere i nomi di tutte le vittime all’Andana degli Anelli. Un tragico ricordo che rende ancora più cupo questo particolare momento di pandemia che la città come tutta Italia, sta vivendo e di cui non s’intravede un’uscita a breve. Il confinamento, quello che chissà perché continua ad essere pronunciato col termine anglosassone di lockdown, é stato prorogato sino al 3 maggio. Lo stillicidio di prolungamenti somministrati col contagocce fa presumere che quello che ci viene raccontato sia solo una parte della realtà che sta caratterizzando questa insolita Quaresima. Lo spirito di abnegazione della stragrande maggioranza del nostro popolo, é la testimonianza del carattere che ci contraddistingue, nel saper affrontare le emergenze in maniera disciplinata e conscia del momento che stiamo attraversando e che ci ha permesso di riscoprire l’unità delle famiglie e il sapore del dono, come i milioni raccolti in aiuto agli ospedali da parte anche di moltissime famiglie, lo dimostrano. Sapore del dono e unità, che purtroppo non si ritrovano nella grande “famiglia europea” (?) che ci ha concesso “aiuti” da restituire con interessi e dove il termine solidarietà non é presente nel vocabolario di molti Stati, nemmeno nel periodo dove il dono dovrebbe essere, anzi é, il protagonista di ogni Pasqua.