Un’incomprensibile crisi anche per Salvini

di Roberto Olivato

Pensavamo di averne viste di tutti i colori in questa pazza ferragostana crisi. Invece no, dopo aver presentato la mozione di sfiducia a Giuseppe Conte, qualche ora fa, dopo il dibattito al Senato nel corso del quale il presidente del Consiglio ha tirato le orecchie a Matteo Salvini arrivando a dargli dell’incapace sottolineandone la mancanza di cultura istituzionale, ebbene alle ore 19, la Lega ha ritirato la richiesta di dimissioni del Premier. Un discorso quello di Conte fuori dal politichese a cui siamo stati abituati da decenni. Un Presidente del Consiglio che nel suo intervento dopo aver aver sballottato Salvini, ha anche tracciato i punti di un futuro programma quasi ad offrire la sua disponibilità a guidare un prossimo Governo. Quale? Lo sapremo a breve. Una situazione veramente Kafkiana che avremmo voluto la Lega ci evitasse. Il motivo di questa ennesima marcia indietro della Lega è veramente incomprensibile e contribuisce, ove ce ne fosse stato bisogno, ad accrescere la confusione fra gli elettori leghisti. La motivazione di questa mossa è stata “ riteniamo inutile mantenere la mozione di sfiducia al Presidente del Consiglio, viste le sue preannunciate dimissioni”. Chi si aspettava un chiarimento circa i motivi di questa crisi da parte di Salvini, è rimasto deluso perchè il leader leghista non li ha chiariti. Forse non li conosce nemmeno lui. Stando a quanto dichiarato dai 5Stelle i parlamentari giallo-verdi in questi quattrodici mesi hanno lavorato nella massima collaborazione, quindi a maggior ragione, il perchè di questa crisi resta un mistero o forse, come ricordato da Conte, è stata conseguenziale esclusivamente ai sondaggi pro Lega. Da questa sera la palla passa al Presidente Mattarella che, dopo aver ascoltato Conte e dopo le consultazioni di rito, trarrà le sue conclusioni per dire che fine farà il primo Governo della Terza Repubblica.