Uno sciopero incomprensibile

di Roberto Olivato

Non si comprende, pur con tutta la buona volontà, lo sciopero generale che la duplice sindacale, vista l’astenzione della Cisl, ha indetto nella giornata odierna.

E’ veramente incomprensibile l’atteggiamento assunto da Cgil e Uil, dopo il dialogo aperto col Governo ed interrotto quando bastava proseguire nella discussione che aveva già portato a risultati positivi sulla legge di Bilancio, come lo stesso Draghi ha sempre sostenuto.

In un momento in cui il Paese è alle prese con la risalita di contagi e dove i consumi fanno fatica a riprendere, nonostante il periodo prenatalizio, questo sciopero assomiglia più ad una pura presa di posizione sindacale fine a se stessa, piuttosto che il proseguo del dialogo con l’esecutivo.

Un dialogo che li aveva spiazzati e che appariva ai leader sindacali, come un venir meno al loro ruolo contestatario su cui si è sempre basato il loro operato.

Quando in agosto arrivarono i primi 24,9 miliardi di Euro del Recovery, molti opinionisti si aspettavano l’assalto alla diligenza da parte dei Partiti. Questo non è avvenuto oltre che per la capacità di Draghi nel gestire gli appetiti, anche per il senso di responsabilità dei vari raggrupamenti politici.

Alla luce di queste ultime settimane è emerso come ad assalire la diligenza, o almeno a tentare di farlo, sono i sindacati ai quali, dopo l’astensione dei Partiti a dividersi la torta, non par vero di avere campo libero per mangiarsi qualche fetta.

Seondo Landini quella dello sciopero “oltre che coraggiosa, è una scelta che conferma l’autonomia delle organizzazioni sindacali”. Qui è il punto: i sindacati vogliono rimarcare il loro ruolo di rappresentanza del mondo del lavoro, che in realtà nessuno ha mai messo in dubbio, un mondo del lavoro che in realtà in questo momento vive di lacerazioni dovute non a scelte governative, ma del signor Covid che non guarda in faccia nessuno e che se ne fa un baffo degli scioperi, che rischiano di danneggiare la timida ripresa in atto.