Valori ad intermittenza

di Roberto Olivato

Riportiamo di seguito il testo apparso ieri 17 maggio sul blog del sindaco Nogarin, dove in occasione della giornata internazionale contro l’omofobia, definendola unica malattia, parla di valori inderogabili. Peccato che questi valori siano ad uso e consumo del sindaco che stabilisce di volta in volta chi gratificare, infatti la stessa enfasi usata ieri non la riservò nel febbraio 2018 in occasione di un’altra giornata internazionale quella della Giornata Mondiale contro il cancro infantile, rappresentata dall’Aieop (L’Associazione Italiana di Ematologia ed Oncologia Pediatrica) che accoglie circa 1200 bambini da 0 a 14 anni. Quando lo scorso anno l’associazione fu presente in piazza Grande, con alcuni ragazzi malati che distribuivano volantini  e palloncini gialli, per far conoscere la loro patologia, non vide nessuna presenza dell’Amministrazione nemmeno un usciere, men che meno il  nostro sindaco che forse non riscontrò il valore inderogabile di essere vicino a quei ragazzi e non li degnò di nessun blog, nonostante fosse anch’essa una Giornata Mondiale nientemeno che sul Cancro Infantile.   Più che le parole contano i comportamenti e per Nogarin i valori sono ad intermittenza e forse per questo motivo si è candidato al Parlamento Europeo, dove spera di concretizzare il valore inderogabile del suo stipendio.

Ecco il testo di Filippo Nogarin

“L’unica malattia è l’omofobia. Oggi è la giornata internazionale contro l’omofobia, che si festeggia ogni 17 Maggio
giorno in cui fu deciso di rimuovere l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali nella classificazione pubblicata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Ci sono valori che per noi sono inderogabili. A Livorno siamo stati i primi a trascrivere i matrimoni tra persone dello stesso sesso contratti all’estero, siamo stati tra i primi a celebrare in Comune le unioni civili. Già al tempo entrammo in contrasto con un Ministro degli Interni, si trattava di Angelino Alfano, vediamo ora se altri vogliono contestare questi diritti. Noi infatti non arretriamo di un passo. Continuiamo a costruire una società in cui non ci sia spazio per la violenza e per la discriminazione. Una società dell’inclusione e del rispetto per l’altro, dove la diversità è un valore e non un problema”.