Vite di serie A e B

di Roberto Olivato

Nel mese di febbraio la Giunta del sindaco Nogarin aderì ad un invito di Amnesty International per partecipare alla campagna “Verità per Giulio Regeni” sulla cui morte si sta attendendo da troppo tempo la verità. In quella circostanza il sindaco disse fra l’altro “ E’ una situazione inaccettabile per il nostro Paese e che richiede un fronte comune a partire da ogni Comune- e così proseguì – Livorno è la città dove venne stampata la prima edizione del saggio “Dei delitti e delle pene” di Cesare Beccaria, il manifesto al quale tanti paesi si sono ispirati per mettere al bando la tortura e la pena di morte.” Nulla da eccepire anche se forse, proprio in virtù della suddetta carta, l’Amministrazione avrebbe potuto muoversi in autonomia senza attendere l’invito di Amnesty. Oggi però balza all’occhio il totale silenzio della Giunta nei confronti della sentenza che di qui a poche ore in Pakistan, deciderà sulla vita di Asia Bibi, la cristiana detenuta da otto anni in attesa di venire condannata a morte, perché cristiana. Neanche le associazioni femminili cittadine si sono degnate di far sentire la loro voce in difesa di quella donna, madre di cinque figli, mute anche le sedicenti associazioni per i diritti umanitari, verso una donna condannata a morte per la sua Fede. Forse per i nostri politici locali esistono vite di serie A e B e questo non è scorretto solo politicamente, ma soprattutto umanamente. Ricordiamo che per Giulio Regeni l’Amministrazione fece stampare manifesti che vennero affissi nelle scuole e in numerosi luoghi pubblici quali biblioteche, musei e uffici.