Vittime della Comicirranza

di Roberto Olivato

Non c’é limite alla comicirranza cioè comicità ed arroganza del nostro sindaco Filippo Nogarin e della sua vice Stella Sorgente, riguardo alla loro presa di posizione a difesa dei matrimoni gay alla faccia non solo della costituzione, ma anche della maggioranza delle famiglie italiane. Diciamo questo, per quanto scritto dai due sulla pagina facebook del nostro primo cittadino in data 2 giugno: “ Ci sono valori che per noi sono inderogabili. A Livorno siamo stati i primi a trascrivere i matrimoni tra persone dello stesso sesso contratti all’estero. Siamo stati i primi– prosegue Nogarin con un punto di orgoglio, scusate di pride- a celebrare in Comune i matrimoni gay. A sostegno, anzi a rafforzare il pensiero del sindaco, quello della sua vice: “ Avrei preferito un ministero delle famiglie, più che della famiglia. I presupposti da cui si parte– prosegue la Sorgenti riferendosi alle dichiarazioni del neo ministro della famiglia Lorenzo Fontana- da questo punto di vista non sono certo i migliori. A Livorno non arretreremo di un millimetro e continueremo con sempre più passione e orgoglio a lavorare per le politiche a tutela dei diritti civili e contro le discriminazioni di ogni tipo. Dal 2014 mi sto impegnando, insieme alla giunta, per portare avanti il nostro programma di mandato sulle pari opportunità con iniziative culturali e sociali sempre più condivise dalla città”. Questi i testi delle due dichiarazioni che peccano di presunzione quando la Sorgente dichiara di riscontrare nella città la condivisione delle sue iniziative, forse nei pochi ambienti gay, ma non certo fra la maggioranza dei nostri concittadini, anche perché la città a cui lei si riferisce è assolutamente una minoranza. Stesso impegno ed attenzione non li si rilevano nella lotta alla disoccupazione ed al problema casa che a tutt’oggi vede occupati in città  ben 18 edifici fra pubblici e privati con circa cinquecento persone al loro interno, perché dopo quasi cinque anni l’Amministrazione pentastellata non è riuscita a dare una minima risposta.  Gli edifici occupati a tutt’oggi sono: il palazzo Maurogordato sugli scali D’Azeglio, le ex circoscrizioni 1 e 3, l’ex distretto Asl di via Ernesto Rossi, la stazioncina di via Firenze, la caserma Del Fante in via Adriana, gli ex uffici dell’Atl in via Meyer, ex Cecupo ed ex centro diurno Asl in via degli Asili, l’ex palazzo della Cassa di Risparmi in via Borra, gli ex asili Chayes e 4 Stagioni in via Cambini e in corso Amedeo, il palazzo del Picchetto all’inizio di via Grande, l’ex distretto Asl di via San Gaetano, la palazzina di via Corcos e la Torre della Cigna. Ecco sarebbe più opportuno che Nogarin e Sorgenti, indirizzassero le loro iniziative e le loro attenzioni verso i reali diritti civili dei livornesi quali casa e lavoro, tutto il resto puzza di demagogia e di mero opportunismo, come l’invio del labaro del Comune della città di Livorno al raduno pride di Siena. A che pro e a quale titolo ? (nella foto livorno24.com- la Sorgenti col presidente arcigay Livorno)