Magdi Allam al Palazzo col suo nuovo libro

Sala affollata all’hotel Palazzo per la presentazione del libro “Il Corano senza veli “di Magdi Allam.

di Roberto Olivato

C’era molta gente oggi pomeriggio 24 febbraio all’Hotel Palazzo per la presentazione del libro “ Il Corano Senza veli “ ultimo lavoro di Magdi Cristiano Allam presente quale oratore, grazie all’invito rivoltogli dal Serra Club di Livorno. Nato a Il Cairo 66 anni fa, Magdi Allam è un giornalista, politico e scrittore egiziano naturalizzato italiano. Si è convertito al cristianesimo nel 2008 con il battesimo ricevuto da papa Benedetto XVI, prendendo anche il nome di Cristiano. È stato vicedirettore del Corriere della Sera dal 2003 al 2008 ed è oggi editorialista del quotidiano Il Giornale e autore di diversi libri di successo. Presentato dal giornalista Roberto Barbieri, Magdi prima di entrare nel vivo della trama del libro, ha ricordato la sua amicizia con Oriana Fallaci: “A poco più di dieci anni dalla morte di Oriana ho sentito il dovere di raccontare un’esperienza significativa della mia vita che da un lato mi ha donato una straordinaria soddisfazione intellettuale e interiore, dall’altro mi ha permesso di rivisitare le mie scelte di fondo, aderendo alle scelte di Oriana. Ancor prima della sua morte avvenuta il 15 marzo del 2006 – ha proseguito Allam – presi atto che lei aveva ragione nel considerare i terroristi islamici la vera rappresentazione dell’islam e nel condannare anche i sedicenti musulmani moderati, che ci impongono la legittimazione dell’islam”. Lei riconosce alla giornalista scomparsa nel 2006, la lungimiranza nell’aver riconosciuto il vero volto dell’Islam, pensiero al quale lei non aderì subito. “Era l’estate del 2003 ed Oriana m’individuò come interlocutore per confrontarsi su temi relativi alla stesura di un suo libro, alla fine decise di non pubblicarlo perché non vi ritrovò se stessa al cento per cento ed aveva ragione. Io da musulmano sostenevo che l’islam moderato non aveva niente a che fare col terrorismo. Assolvevo la religione non ritenendola collusa al terrorismo. Oriana sosteneva invece che la radice del male era l’islam. Ben presto mi resi conto che io avevo torto”. Le diverse associazioni musulmane presenti in Italia, hanno legami col terrorismo? “I musulmani come persone possono essere moderati, io lo sono stato per 56 anni. La moderazione sussiste se c’è la laicità, cioè se si antepone la ragione e il cuore ad allah e a Maometto. Non c’è un rapporto fra chi prega nelle moschee e chi sgozza e decapita, non c’è una contiguità perché si tratta di livelli diversi con cui si ottempera allo stesso ordine di allah. Chi prega pratica una parte di ciò che allah prescrive, chi sgozza ottempera a tutto ciò che allah prescrive integralmente e letteralmente. La storia registra che il terrorismo islamico esplode dove c’è già un processo di islamizzazione, dove si è consentito il proliferare di moschee. All’interno delle moschee emergono predicatori sempre più radicali che non sono schede impazzite, sono manifestazione coerente di chi vuole ottemperare a quanto allah ha detto nel corano”. Lei mi disse in una precedente intervista dello scorso anno, che la Libia era controllata da terroristi e che sono loro a sostenere gli scafisti. Come vede l’accordo firmato allora da Gentiloni ed oggi da Minniti, con la Libia? “ Il primo accordo con Gentiloni rimase lettera morta. Il governo di Fayez al Sarraj è un governo di burattini non rappresenta nessuno. Una forzatura voluta allora da Obama e Unione Europea senza fare i conti con la Libia. Mi auguro che l’Europa e l’America col nuovo governo Trump optino per governi laici. In quelle aree del mondo abbiamo bisogno, piaccia o no, dell’esercito regolare come quello del generale Khalifa Haftar, sostenuto già da Egitto, Russia di Putin, per ridare sicurezza al paese combattendo il terrorismo islamico. La Turchia ed il Katar alimentano il terrorismo, questo lei sostiene. La Turchia di Erdogan è il paese più pericoloso in Medio Oriente. Senza la Turchia non sarebbe esistito lo stato islamico dell’Isis. Il katar invece è principale finanziatore di fratelli musulmani e di diverse sigle sorte sul territorio”.