Continua il cammino del dialogo interreligioso

Celebrata la XXXI Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra Cattolici ed Ebrei

di Monica Cuzzocrea

La Giornata ha avuto due momenti molto intensi. Un primo momento si è tenuto davanti alla Sinagoga dove il Rabbino ha letto un Salmo di lode e ringraziamento in ebraico. I rappresentanti delle altre Confessioni e Associazioni cristiane impegnate nel dialogo, hanno letto altri due Salmi, successivamente sono state accese le luci della Kannukkya, simbolo di un fuoco che arde perennemente come segno di vita e di speranza. Il Vescovo Simone Giusti ha sottolineato questo momento di preghiera come espressione di figli che riconoscono degno di lode il Creatore: “Colui che abita i cieli, l’Onnipotente, che ha parlato e ha mostrato il suo Amore. Quanto più cerchiamo di approfondire la sua Parola tanto più saremo capaci di camminare insieme e di rendere manifesto questo amore”.
Il secondo momento si è tenuto presso la sala della Banca di Credito Cooperativo Castagneto Carducci, gentilmente concessa dal direttore Roberto Pullerà molto attento alle iniziative del Dialogo Interreligioso.
In questa sede si è proceduto al commento delle Meghillot (Cinque Rotoli) fermando l’ attenzione sul Cantico dei Cantici, libro dell’amore di Dio per il suo popolo, così almeno viene accettato da Israele nella Tanak, la Bibbia Ebraica. Questa lettura ha aiutato a conoscere le diverse interpretazioni ebraica e cristiana della Bibbia, il grande libro dove noi impariamo l’alfabeto di Dio, perché esso raggiunga il nostro cuore, come quello dell’amato all’amata. Il commento è stato tenuto dal Rabbino Avraham Dayan arrivato sotto le feste di Natale, di provenienza israeliana di Bat Yam, e dal professore Marcello Marino docente di Sacra Scrittura alla scuola Teologica di Pisa e all’Iti di Livorno. L’incontro è stato moderato dal professore Andrea Zargani direttore del Cedomei della Diocesi di Livorno, davanti ad una sala affollata e attenta.
La giornata del 17 gennaio vorrebbe aiutare le nostre comunità a riscoprire ancora una volta il legame peculiare e unico, che unisce cristianesimo ed ebraismo ed anche a comprendere che l’Ebraismo non è qualcosa del passato, ma è costituito da comunità viventi oggi, che mantengono viva l’antica tradizione e fede dell’Israele di Dio. Se Pio XI all’inizio del nazifascismo diceva che noi cristiani “siamo spiritualmente semiti”, ognuno di noi dovrebbe essere testimone e portatore di questa semplice verità che unisce le nostre comunità all’ebraismo. Ci aiuterebbe non solo a superare tanti pregiudizi, ma anche a vivere in un mondo pacificato nelle diversità della nostra fede.
L’antisemitismo purtroppo non è finito.