Cortellesemente al Teatro Goldoni

 

di Andrea Sargenti

Dopo l’apertura ufficiale avvenuta in piazza del Luogo Pio, alla presenza del sindaco Filippo Nogarin. Ieri sera alle 21,00 con ” Cortellesemente” si é alzato il sipario dello storico teatro livornese per la Terza Edizione della Rassegna del Senso del Ridicolo. Paola Cortellesi attrice cabarettista, un po’ tuttofare dello Show Art Italiano, ha tenuto banco per un’ora e mezza raccontando aneddoti di vita e curiosità artistiche e non, tratte dalla sua carriera, tutto questo davanti ad un attonito Stefano Bertezzaghi, giornalista,  nel curioso ruolo d’ intervistatore. Quasi una Versiliana in salsa labronica, oseremo dire Goldoniana. Tredicenne Paola Cortellesi, esordisce con Renzo Arbore in “Cacao Meravigliao”, da qui nasce la sua gavetta nel mondo artistico, raccontata con molta salsa umoristica e ricordando la sue origini romane di periferia. “Cacao Meravigliao” trampolino di lancio inedito – dice l’attrice romana – passeggiando in città mi fermavano e pensavano che fosse un prodotto dolciario”. E lì battute e risate… Il ridicolo attraverso il palchetto della splendida cornice Teatrale del Goldoni, ha aperto la Rassegna della prima serata, diffondendo umorismo e portando il pensiero e l’espressione alla risata in momenti non facili per questa città e il paese.

Il programma di oggi sabato 29 settembre
E’ iniziato alle ore 10 nella Piazza dei Domenicani con l’antropologo Adriano Favole sul tema del ridere per fuggire, mentre si fugge per ridere secondo due livornesi che si sono distaccati dalla città natale e di distacco hanno parlato nei loro rispettivi lavori: il cantautore e scrittore Simone Lenzi, recente autore del libro In esilio e la giornalista Concita De Gregorio, che con la sua inchiesta televisiva «FuoriRoma» esplora e rivela a se stessa l’Italia lontana dal centro (ore 11, Piazza del Luogo Pio).
Alle ore 12, in Piazza dei Domenicani, si parlerà di plagi, ispirazioni, furti nel campo dell’umorismo, offrendo una rassegna di esempi storici, e sarà anche l’occasione per presentare l’ebook “La comicità dei copioni”, che raccoglie gli interventi della tavola rotonda organizzata lo scorso aprile da Il Senso del ridicolo presso la IULM di Milano, in collaborazione con la SIAE. Un incontro condotto da Gabriele Gimmelli, che ha curato la pubblicazione, e l’autore e scrittore comico Walter Fontana, che è stato fra i protagonisti della tavola rotonda.
Alle ore 15,30, sempre in Piazza dei Domenicani, la sociolinguista Vera Gheno e il filosofo della comunicazione Bruno Mastroianni descriveranno la «fattoria degli animali social». Dalle ore 17.15, in Piazza del Luogo Pio due eventi a seguire affronteranno il tema “Come è la comicità milanese?”: prima verrà evocata da Marco Ardemagni, Sandro Paté e altri ospiti la Milano del cabaret, di quella linea che parte da Dario Fo, Giorgio Gaber, Enzo Jannacci e Beppe Viola e arriva sino al cabaret di Zelig e all’omonimo programma televisivo (ore 17,15); poi si ascolterà la testimonianza di un protagonista della scena musicale e televisiva di questi anni, Rocco Tanica, che ci porterà frammenti della pluridecennale esperienza del gruppo di Elio e Le Storie Tese (ore 18,30).
In serata, alle ore 21 al Teatro Goldoni, l’attore Fabrizio Gifuni regalerà a Livorno una sua scelta delle pagine in cui il teatro gaddiano del mondo si fa più grottesco, e amaramente esilarante.
Carlo Emilio Gadda non ha mai scritto per il teatro, ma tutto quello che Gadda ha scritto è teatro: teatro del mondo che rivela la sua anima comica e tragica nelle mille lingue reinventate dal caleidoscopico scrittore lombardo. A dare voce a queste lingue è Fabrizio Gifuni, l’attore e drammaturgo che di Gadda ha già esplorato la ferita esistenziale da cui è scaturita la sua scrittura, unica.
Sempre alle ore 21 al Teatro Vertigo verrà proiettato il film “Saxofone” di Renato Pozzetto (1978), nell’ambito della rassegna dei film curata da Gabriele Gimmelli.  Sabato e domenica la linguista Giulia Addazi animerà laboratori e giochi per bambini e ragazzi.   Alla Sala degli Archi della Fortezza Nuova è inoltre aperta «ABAB – La stanza dei giochi di Alighiero e Agata Boetti». La stanza dei giochi era quella che l’artista Alighiero Boetti aveva allestito nel suo studio di Trastevere per giocare con i suoi figli. La figlia Agata ha trasportato quella stanza alla Fortezza Nuova e invita tutti, piccoli e grandi, ad ammirare lo zoo e a partecipare ai giochi che allora aveva inventato assieme a suo padre. ABAB sono le iniziali di Alighiero Boetti e Agata Boetti, sono le rime alterne di una quartina e sono il titolo di un piccolo libro, edito da Corraini.