L’Europa come S.Giulia, non deve rinnegare le proprie radici

Una cattedrale gremitissima per la festa patronale. Giusti: tornare alle nostre radici cristiane in Europa come era nell’idea dei tre padri fondatori. Santa Giulia seppe difendere le proprie radici cristiane sino all’estremo dono della vita. 

di Roberto Olivato

Una navata così gremita ieri pomeriggio 22 maggio, giorno della sua festa,  Santa Giulia Patrona di Livorno non la vedeva da tempo. In prima fila le massime autorità cittadine fra le quali è balzata all’occhio non tanto l’assenza del sindaco Filippo Nogarin indaffarato nel suo tour per le Europee, ma nemmeno quella della sua vice Stella Sorgente candidata alla poltrona di primo cittadino alle amministrative di domenica 26. che si è fatta rappresentare, come lo scorso anno, dall’assessore Paola Baldari. Al completo l’associazione della Livornina ed i labari posizionati sul lato destro della navata rappresentavano tutte le associazioni di volontariato della città, capeggiati dal gonfalone di Livorno e da quello della Provincia. La figura di Santa Giulia, ha offerto lo spunto al vescovo Simone Giusti per ricordare come i martiri non siano persone speciali, ma persone che nei loro comportamenti hanno dimostrato l’amore verso Dio, arrivando sino all’estremo gesto di saper donare la vita a difesa delle proprie radici cristiane. Prendendo spunto dal sacrifico dei martiri cristiani il vescovo ha ricordato ” L’Europa, per la quale a giorni dovremo votare, ha dimenticato le proprie radici cristiane sulle quali i tre padri fondatori De Gasperi, Schuman e Adenauer avevano posto le fondamenta per l’Unione Europea. L’orgoglio di sentirsi ed essere cristiani- ha proseguito Giusti- non deve precludere l’esistenza di altri credo presenti in Europa anzi, forti delle nostre radici dobbiamo essere aperti al dialogo con tutti senza venir meno alla nostra Fede, senza essere servi di nessuno ma dialogare con tutti per il bene comune, senza retrocedere per non venir meno alle nostre origini cristiane. Ad un albero se si tagliano le radici questo muore ed è quello che in Europa sta avvenendo, a seguito di una visione antropologica monoculturale “. Al termine la processione con le reliquie di Santa Giulia, accompagnate dalla banda dell’Accademia Navale e da tantissimi fedeli, ha raggiunto l’Andana degli Anelli dove monsignor Giusti ha impartito la benedizione.