Intervista a Paolo Massimo Abrans

Pittore e scrittore artista livornese a tutto tondo. Si definisce un impressionista di stampo moderno

 

Sono in difficoltà di fronte al pittore livornese Paolo Massimo Abrans. Fargli l’intervista come pittore, oppure come scrittore avendo egli scritto due romanzi ed una raccolta di poesie. Paolo è un artista a tutto tondo, usa penna, colori e pennelli con capacità interpretative eccellenti riuscendo a coinvolgere l’interlocutore. Opto per Paolo pittore. Ho di fronte a me un artista, che non è un anticonformista , non conduce una una vita povera, libera e disordinata quello che viene chiamato un bohemien, anzi tutt’ altro: fare garbato, abbigliamento ricercato , direi elegante , anche quando è davanti al cavalletto. Bene Paolo, domanda di prassi, quando hai cominciato ad amare quest’arte? “ Discendo da una famiglia di pittori e commercianti, solo di pittura non si campa. Da ragazzino seguivo mio zio pittore Siden Giachetti ,il quale con altri amici pittori ,andavano a dipingere dal vero nei dintorni. Dai oggi e dai domani, mi ritrovo con tavolozza e pennelli a seguire il gruppo. Sono nato nel 1952 e nel 1964 partecipo all’estemporanea di Niccolino, nei pressi di Riparbella ,” Diciamo pure precoce. Maestri ai quali ti sei ispirato? ” Si apprende da tutti, dopodiché si mescola il tutto per estrarre quello che c’è dentro di noi. Ho seguito da vicino il grande Ferruccio Mataresi, diciamo che lo rincorrevo, ogni volta che dovevo risolvere un problema e lui, sempre pronto a insegnamenti e correzioni d’impostazioni del segno e del colore, insegnandomi a fare i colori da solo acquistando i pigmenti. Mi diceva sempre, i colori li devi fare da te, per il verde usa il blu e il giallo, non comprarli già fatti e quando vedeva i miei quadri diceva : sintesi…sintesi e così ho fatto.” Nelle tue opere il colore è predominante, tanta luce ed espressione artistica non comune. Pennelli e spatole, famosa una tua frase dove dici il pennello mi ha fatto ridere, la spatola mi ha fatto piangere . Perché? ” Il pennello scorre seguendo l’immagine che stai realizzando quasi con disinvoltura , la spatola richiede movimenti precisi, rapidi e soprattutto ben localizzati nello spazio-tempo dell’immagine stessa, per ottenere quello che ad oggi sono riuscito a fare “. Hai fatto molte mostre ottenendo successi di critiche e pubblico, tuoi quadri fanno parte di collezioni private. In una tua mostra di scultura e pittura alla quale intervenne il Maestro Mataresi, se ne uscì con una frase emozionante . Ce la vuoi ricordare? ” Ancora mi commuove, mi disse vedo in te una goccia di Michelangelo e una di Raffaello. Detto da lui è molto più di una gratificazione” . Ricordo che nel 2006 -2007 realizzasti 12 tavole a spatola raffiguranti il vangelo secondo San Matteo, riprodotte su di un calendario del 2008, che conservo ancora e come sempre nel rivederlo emoziona. Che mi dici a proposito? ” Ho realizzato altre opere a sfondo religioso ed ogni interpretazione è stata motivo di impegno e meditazione ” . Come definiresti il tuo stile pittorico ? ” Quello che indosso più volentieri e che mi rispecchia di più è quello d’ impressionista di stampo moderno “ Quale è il tuo oggi di artista ? ” Bella domanda, si batte la fiacca forse perché si ha l’impressione di non essere capiti, non perché mancano le idee. Sto impegnandomi su altre cose vedremo nel tempo. ” Quando ti ho definito un artista a tutto tondo, non mi sono sbagliata, perché hai una bellissima voce tenorile, fresca ancor oggi e con il Maestro Mataresi qualche scontro a singolar tenzone ve la siete fatta, avresti potuto fare una carriera in tal senso. ” Vero, però la vita ti indica tante strade non sappiamo mai se abbiamo preso quella giusta “

                                                                                                                                                          Rita Santuari