Intervista a Massimiliano Luschi

Massimiliano Luschi

Quando si dice che l’ereditarietà e cioè , la proprietà di alcuni caratteri biologici del genitore di venir trasmessi ai figli, con altissime probabilità  che ciò avvenga sia nel bene che nel male. Ma noi parliamo  di bene e d’arte perché davanti ad un cavalletto e  pennelli in mano, nel suo studio, si trova il pittore Massimiliano Luschi livornese da generazioni  e biologicamente ricettivo di questa arte. Nasce nel 1975 da Masaniello Luschi  apprezzato pittore di fama labronica purtroppo scomparso prematuramente, lasciando il figlio Massimiliano a portare avanti  la sua arte. Masaniello si definiva post-labronico  impressionista, perché succeduto a Natali, Domenici, Romiti, Lomi. Mi parli un po’ di te? ” Mio padre mi portava con se fin da piccolo nelle sue uscite con altri amici pittori a dipingere dal vero, quali  Luperini , Chiesi , Balestri, Ragni ed  altri. Da lì è nata la mia voglia di giocare con i colori, tanto che da grande ho frequentato la scuola d’Arte Russoli  di Pisa , iniziando ad usare gli acquarelli copiando il grande surrealista belga Folon. Mi piaceva l’acquarello, era un esprimersi in maniera fluida e  non correggibile e perciò mi dava soddisfazione. Quando sei passato all’attuale pittura ad olio? ” Non è stato difficile perché, come faceva mio padre,  mi aggregai ad altri pittori attingendo da loro tutto quello che mi poteva aiutare a crescere. Sei cresciuto bene . Qualche traccia della carriera ? ” Ho esposto in varie città e gallerie italiane con delle personali . Ho partecipato a Parma alla  rassegna  Artisti in mostra  vincendo il 3° premio ed in giuria c’era Filip D’Averio il quale dopo i molteplici complimenti  e notando la mia livornesità  mi consigliò di uscirne per non morire e spingermi a trovare nuovi stimoli. So che hai fatto mostre all’estero e precisamente a Stoccolma ” Veramente non ero a Stoccolma ma a Koping  e ne ho fatto due con pieno successo di pubblico e di vendite, hanno svuotato la galleria. Ero ospite del gallerista Bardelli, italiano  logicamente e mi ero trasferito lì più volte per dipingere quei luoghi  meravigliosi ed affascinanti, con il pittore  maestro Chiesi. Ho partecipato per ben 18 anni al Premio Rotonda e tre anni fa mi è stato assegnato il premio Parisina del Goldoni il quadro si trova nel museo Mascagni. Nella famiglia Luschi ,oltre a tuo padre ci sono stati altri pittori ? ” Si mio bisnonno Masaniello come mio padre, il famoso Maestro  Nedo Luschi lontano parente biscugino del bisnonno. Mia sorella se ne avesse avuto voglia , sarebbe stata veramente la punta di diamante del mio casato.” Come ti definisci e in quale stile ti inserisci, dopo i vari passaggi di ricerca pittorica di questi ultimi tempi ? ” Semplicemente ” livornese “, nei miei quadri si respira Livorno quella del “de”, però  non ho confini . Vado sempre alla ricerca per potermi esprimere e rinnovare. Tornerò nei paesi del nord.”  Concludendo , che cosa hai nel cassetto ?  ” Una mostra personale  a Lucca  nella Torre Guinigi  per il 26 agosto ed altri progetti sono in fase di realizzazione.”  Ringrazio Massimiliano Luschi del tempo che ci ha dedicato e poiché crede fermamente in quello che fa, facciamo altrettanto augurandogli sempre maggiori successi.

 

                                                                                                                                 Rita Santuari