276esima Festa del Voto

Tanta folla per i 276 anni dal terremoto che colpì la città. A sorpresa assieme a monsignor Giusti anche l’allora vescovo di Livorno Diego Coletti. Invito di Giusti alla scuola perché torni ad educare. Al termine il saluto del vescovo Coletti e la consegna della cera votiva da parte dell’ arciconfraternita S.Giulia

di Roberto Olivato

Appuntamento in piazza Grande ieri pomeriggio 27 gennaio per la Festa del Voto, il saluto del comune da parte dell’assessore Paola Baldari in rappresentanza del sindaco Nogarin .Presenti tutti i vertici delle autorità militari cittadine, del prefetto e questore oltre a politici regionali. Dopo un breve saluto del vescovo Simone Giusti, recita del rosario mentre i Vigili del Fuoco issano la corona di fiori al quadro della Madonna. Tanta folla sia in piazza Grande che in Cattedrale per la Festa del Voto che da 276 anni Livorno celebra in ricordo del terremoto che colpì la città. A sorpresa, il corteo del clero che ha aperto la celebrazione Eucaristica, ha visto il vescovo Simone Giusti accompagnato dal vescovo Diego Coletti, che pastoralmente lo precedette per sei anni alla guida della nostra diocesi dopo la scomparsa di monsignor Ablondi . L’omelia del vescovo Giusti inizia col ricordo di quel lontano 1742, in cui Livorno venne colpita da un tremendo terremoto e maremoto e dove una processione col quadro della Madonna di Montenero, ottenne miracolosamente la cessazione dell’evento sismico. Collegandosi alle parole del Vangelo che parlava del miracolo di Cana, dove l’intermediazione di Maria portò Gesù a trasformare acqua in vino, monsignor Giusti ha ricordato come ancora oggi la Madonna sia la nostra interlocutrice a cui rivolgersi quando abbiamo bisogno di aiuto. “Allontanandoci da Maria siamo pervasi dall’egoismo e dal qualunquismo, dove prevale l’egocentrismo che porta alla crisi di nascite che sta pervadendo l’ Europa, portando ad un tasso di denatalità oltre ogni limite di sopravvivenza dei popoli”. A questo punto Giusti ha tirato in ballo la scuola a cui ha imputato “la mancanza di educazione dei nostri giovani, con un insegnamento che è solo informazione. Da quanti anni non viene più insegnata l’educazione civica?- si è domandato Giusti- Le nuove generazioni sono svuotate di ideali ed il bullismo viene quasi tollerato. Necessita un sussulto morale che ci riporti alle nostre salde radici giudee cristiane che oggi è necessario ricordare in occasione dell’olocausto e dove Livorno fu grande protagonista in quei tragici giorni, ma grazie a quelle radici si superarono ogni difficoltà e pertanto la speranza che deve mantenerci ottimisti, è che anche il buio dei nostri giorni potrà essere superato

affidandoci a Maria.” Al termine della celebrazione Eucaristica la consegna della cera votiva da parte dell’ Arciconfraternita di Santa Giulia.