300 anni fra mare e cielo

Sarà la Cantina Coppa Barontini, non nuova ad ospitare momenti culturali, il luogo in cui poesie e racconti parleranno di Mare e Cielo nel cuore della Venezia. L’iniziativa in occasione dei trecento anni della chiesa San Ferdinando. 

Organizzato presso la Cantina Coppa Barontini negli Scali Ponte di Marmo, uno tra i luoghi più caratteristici della Venezia, per domenica 29 ottobre alle 17,30, un incontro di voci popolari che in una miscellanea di racconti, poesie, canti, aneddoti e immagini, parleranno di Mare e Cielo a cui fa riferimento il titolo della locandina ” Nel cuore de La Venezia tra mare e cielo ” . L’occasione é stata offerta dal 300esimo anniversario della chiesa di San Ferdinando, che il 5 novembre alla presenza del vescovo Simone Giusti chiuderà il proprio giubileo. La scelta è ricaduta sulla Barontini oltre che per il suo posizionamento presso il Ponte di Marmo, che in un simbolico abbraccio unisce quella che era l’anima popolare con quella della borghesia della Venezia 1700, anche per la disponibilità offerta dal comitato della Cantina, nella persona di Gino Corradi vicepresidente. Del resto la Cantina non é nuova all’accoglienza di eventi culturali, rappresentando da tempo un punto di ritrovo per vari artisti ed amanti della tradizione livornese.

 

Ad organizzare l’originale appuntamento Gabriella Lunardi, regista della Compagnia teatrale I NarrantiAbbiamo desiderato essere presenti ai festeggiamenti della chiusura dei trecento anni della chiesa trinitaria, non con uno spettacolo teatrale bensì con un incontro culturale particolare, a cui parteciperanno anche cittadini che contribuiranno con poesie o racconti a parlare di mare e cielo, visti anche nell’ottica di mondo terreno e spiritualità “. Gli organizzatori auspicano che l’ingresso libero, che farà da prologo alla cerimonia di chiusura del trecentesimo della chiesa di San Ferdinando, contribuisca ad accogliere il maggior numero di spettatori per uno spettacolo che, per la sua peculiarità, merita di non essere perso.

                                                                                                                      Roberto Olivato