Al Cenacolo l’arte é regina

Trovarsi in compagnia di personaggi colti della buona arte e del bello non è facile, ma oggi è stato possibile. Essere invitato a far parte del cenacolo della Valle Benedetta, non è cosa da tutti i giorni, far parte di un gruppo storicamente importante dell’arte a Livorno e trovare personaggi come Carlo Pepi, Umberto Falchini, Antonio Cristiano, Claudio Calvetti, Biagio Chiesi e tanti altri, ti fa comprendere quanto l’arte è bella e quanto il bello fa per l’arte. Chi non ama la pittura, scultura, fotografia, architettura o chi non ama la musica o il teatro, non ama la bellezza ed il bello, infatti abbiamo oggi un popolo plagiato dalla bassa cultura, dal brutto e dall’ ignoranza. Abbiamo oggi un appiattimento culturale non indifferente, dove la famiglia fa la sua parte e le scuole ci mettono del loro. Il rapporto si è sovvertito, mentre fino a qualche decennio fa vi era sempre un minimo di cultura, oggi la stessa è stata assopita dall’imperversante insipienza della nostra società . Il cenacolo della Valle Benedetta, dove Umberto Monteverde, figlio dell’indimenticabile maestro dell’astrattismo geometrico Piero, fondatore negli anni sessanta del Cenacolo della Valle Benedetta, ogni 15 giorni apre le porte di quel ritrovo che ha dato lustro a tanti artisti livornesi e non solo, definito d’alcuni anche Bevacolo, perché in effetti si mangia, si beve mentre si parla di arte, di cultura, di filosofia e del bello. Prima del pranzo la preghiera di ringraziamento a Dio e prima di tornare a casa si lascia l’obolo per i figli dei carcerati ed anche questa è bellezza! Nei decenni passati chi governava la città, aveva sempre avuto un rispetto per il Cenacolo e per chi vi partecipava, infatti in questo luogo non si parla di politica o di politici e questa è una grande forza, la forza dell’essere libero, libero di pensiero, perché l’arte è libertà. Un’eccellenza poco conosciuta nella nostra statica e spenta Livorno.

Roberto Barbieri