Dieci anni Giusti

Il vescovo Simone: nel 2007 Livorno città ridente con commercio che prosperava, oggi col vento della crisi abbiamo 500 famiglie senza casa e 12000 disoccupati. Ristrutturazione ospedale una possibilità per rimettere in moto economia.Ex collegio Trinitari uso abitazioni

di Roberto Olivato

Nonostante la giornata da clima prenatalizio con libeccio al massimo di giri, la processione organizzata per aprire i festeggiamenti del decennale del vescovo Simone Giusti, si è svolta regolarmente ieri alle ore 16,30 con partenza dal piazzale Giovanni XXIII sino al Santuario e visto il clima, con grande partecipazione di fedeli ed associazioni. E’ stato lo stesso vescovo a spiegare il motivo della scelta del Santuario della Madonna di Montenero per festeggiare i suoi dieci anni di vescovado, ricordando che la seconda Messa che celebrò il 7 novembre del 1983, da giovane sacerdote fu prorpio a Montenero. A rivolgergli un commosso saluto il rettore del Seminario monsignor Paolo Razzauti. Parlando del suo decennale il vescovo nell’omelia lo ha riassunto così “ Nel 2007 quando arrivai c’era il sole e Livorno era una città ridente col commercio che prosperava oggi, 10 anni dopo, c’è una città sferzata dal vento della crisi con cinquecento famiglie senza abitazione e 12000 senza lavoro”. A conferma di quanto asserito ha ricordato come la Caritas cittadina sia stata ristrutturata per offrire assistenza non più a cinquanta persone, bensì a trecento.

Monsignore a volte si sentono critiche sul suo operato “ I livornesi sono persone schiette che hanno cuore a volte però capita che ci diciamo cose con crudezza, ma dopo si beve un punch assieme. Il rapporto umano salva tutti. Quando viene meno questo rapporto si creano le inimicizie” Come vede il futuro della situazione lavorativa a Livorno? “Mi preoccupano i cassaintegrati, i disoccupati, le famiglie senza casa. Il vescovo è come un babbo. Cosa fa un babbo? Vuole che i suoi figli abbiano lavoro e pertanto è necessario far ripartire l’economia. Grazie a molti cittadini che hanno fatto donazioni-ha proseguito monsignor Giusti- abbiamo potuto intraprendere lavori di ristrutturazione dando lavoro a diverse persone. Mi sono anche adoperato per ottenere finanziamenti. Se facciamo tante opere lavorano tante ditte e quindi tanti operai.” Qualche esempio di investimenti da fare?  ” Uno su tutti la ristrutturazione dell’ospedale che porterebbe lavoro a molte persone. Il lavoro dà dignità, il lavoro è un diritto biblico, come la casa perché nella Bibbia si parla di queste cose”. Un’ultima domanda, a proposito di abitazioni abbiamo sentito di un suo progetto relativo all’ex collegio dei padri Trinitari oggi adibito ad ospitare profughi, ma con un cambio di destinazione d’uso “ A seguito della diminuzione di presenza di profughi, parlando col padre provinciale dei Trinitari ho richiesto di poter destinare gli ambienti che via via si libereranno, a famiglie bisognose, del resto questo era in progetto da anni.