Benedizione alla città del vescovo Simone Giusti nel post Covid-19

Benedizione della città da parte del vescovo Simone Giusti, quale ringraziamento per i pochi casi verificatisi a Livorno. E’ ora che l’egoismo lasci spazio all’amore verso il prossimo. Il video dei due canti malgasci.

di Roberto Olivato

Quartiere de La Venezia protagonista questa mattina 28 giugno, in piazza del Luogo Pio ed alla chiesa di San Ferdinando. L’occasione è stata offerta dalla presenza del vescovo Simone Giusti nel corso della preghiera dei popoli, ha impartito la benedizione alla città per lo scampato pericolo dAl Coronavirus, che ha visto Livorno appena sfiorata dalla pandemia. A rappresentare la città la neo vicesindaco Libera Camici, alla sua seconda uscita ufficiale dopo la partecipazione di ieri all’ anniversario dei bombardamenti su Livorno. Prima dell’intervento del vescovo, le suore trinitarie della vicina scuola dell’Infanzia si sono esibite in due canti religiosi in malgascio, la lingua del Madagascar, la loro terra. A parlare dell’epidemia che ha sfiorato la nostra città, il vescovo Giusti

La povertà costringe ad un aumento delle sofferenze di tanti cittadini che erano fuori dalle proprie case e senza lavoro o lavoratori invisibili. Queste persone hanno avuto sofferenze più di altri e la pandemia ha reso visibili chi era invisibile facendoli emergere, grazie alla solidarietà, dalle proprie sofferenze fisiche, ma soprattutto economiche e dall’emarginazione in cui vivevano. In Toscana grazie ad un sistema sanitario fra i più efficienti d’Italiaha proseguito Giusti-, abbiamo contenuto la pandemia. Padre Pio , grande taumaturgo, volle creare l’ospedale Casa della Sofferenza vicino a se, per alleviare in prima persona la sofferenza dei malati con cure adeguate, ma soprattutto con la preghiera. In Toscana i professori Siani e Capucchiani trattando il Coronavirus come patologia oncologica, hanno visto che si poteva vincerlo e curare con le eparine e la mortalità é andata in calo. E’ necessario chiedere a Dio uno dei doni dello Spirito Santo che è l’intelletto, per capireha concluso il vescovo- come rispondere ai progetti in corso per arrivare ad un vaccino, ma che sia per tutti, non solo per europei, americani o cinesi. Una pandemia che di fronte ai morti sembrava aver unito le genti, in previsione della scoperta di un vaccino gli interessi economici sono tornati a far prevalere l’egoismo ed egocentrismo degli Stati. Popoli prima uniti nel dolore e subito dopo divisi dagli interessi economici, per accaparrarsi futuri guadagni sulla pelle della gente. Ci ha uniti la pandemia ma ci divide la ricerca del vaccino, perché purtroppo continua, di fronte al denaro, a prevalere l’egoismo e non l’amore verso il prossimo come ci ha insegnato nostro Signore.” La vicesindaco nel suo intervento ha sottolineato “ l’importanza che hanno rivestito le associazioni del volontariato e della Caritas, trovatesi a  sopperire alle lacune del pubblico, impossibilitato a dare risposte agli appelli di tante famiglie, a causa dell’inaspettata e violenta pandemia.Suor Raffaella Spiezo della Caritas ha ricordato come in piena pandemia” La Caritas si sia trovata a triplicare gli sforzi per far fronte alle numerose richieste di aiuto da parte di tante famiglie che, come ricordato dal vescovo, erano sconosciute e quindi invisibili. Pertanto chiediamo il contributo di tutti per poter fronteggiare questa emergenza.”  Dalla piazza i convenuti si sono trasferiti presso la chiesa di S.Ferdinando dove la S.Messa concelebrata dal vescovo Giusti e dal parroco Emilio Kolazyski, allietata dal coro del Santuario di Montenero, é stata trasmessa in diretta dall’emittente di Radio Maria.