Coronavirus: il Prefetto analizza la situazione nella provincia

Coronavirus, il Prefetto ha fatto ieri 7 aprile un primo bilancio della provincia

Emergenza COVID-19. La risposta dei cittadini della provincia di Livorno alle limitazioni imposte dalla normativa emergenziale
Il Prefetto Gianfranco Tomao ha fatto oggi un primo bilancio – che risulta sostanzialmente positivo – di questo periodo di emergenza in cui più stringenti sono state le disposizioni impartite dal Governo per contenere il contagio da COVID-19.

I cittadini hanno in larga parte osservato disciplinatamente le limitazioni imposte dalla normativa emergenziale, anche se non sono mancate violazioni che sono state contestate ai trasgressori ai fini dell’applicazione delle sanzioni previste. In tutta la provincia sono state controllate dalle Forze dell’ordine, dalla Polizia provinciale e dalle Polizie locali, oltre 32.000 persone e ben 842 sono state sanzionate per il mancato rispetto delle norme anticoronavirus. Venti sono stati i denunciati per false dichiarazioni. Gli esercizi commerciali controllati sono stati oltre 16.200 e 15 sono stati sanzionati perché non in regola con le disposizioni che impongono la sospensione dell’attività o il rispetto della distanza interpersonale e delle altre misure per prevenire il contagio. Il Prefetto ha manifestato anche soddisfazione per il lavoro che i Sindaci stanno svolgendo nei territori di rispettiva competenza. I primi cittadini si sono dimostrati molto attenti all’applicazione delle disposizioni governative, emanando anche provvedimenti utili a scongiurare la diffusione del virus, e particolarmente sensibili alle istanze dei cittadini delle rispettive comunità, specialmente di quelli che versano in maggiori difficoltà in questo momento di emergenza. Il capoluogo di provincia in questo mese si è comportato in maniera eccellente, nessun assembramento preoccupante si è verificato e la presenza di persone in strada è stato assolutamente fisiologico. Durante la settimana si è invero registrato un maggior numero di movimenti dovuto principalmente alle uscite delle persone per fare la spesa, o per usufruire dei servizi ammessi, come ad esempio le lavanderie, o per motivi di lavoro, per necessità urgenti o per le esigenze degli animali da compagnia e cioè per tutte le ipotesi ammesse dai decreti del Governo, come si è potuto rilevare dai controlli eseguiti.

Il sabato, soprattutto in zona mercato, si è potuto notare un maggior flusso di persone, ma è evidente che non passa certo inosservata la presenza di molte persone che, ordinatamente e mantenendo la prescritta distanza interpersonale di un metro, fanno la fila per accedere agli esercizi commerciali. D’altra parte è di palese evidenza che in una città di circa 160mila abitanti anche se una sola persona per nucleo familiare esce di casa per fare la spesa o per gli altri spostamenti ammessi, anche se non tutte contemporaneamente, non può che esserci un numero importante di persone per strada.

Ed infatti, nei fine settimana, quando gli esercizi commerciali sono chiusi si è avuto modo di constatare che c’è stata pochissima gente in giro e la città era pressoché deserta.

A confortare queste sensazioni i numeri che vedono Livorno al terzo posto tra oltre 70 città d’Italia per il miglior rapporto tra contagiati su 10 mila abitanti.

Il Prefetto esorta i cittadini a continuare a rispettare le prescrizioni delle norme in vigore e a non abbassare la guardia ora che, dopo tanti sacrifici, i numeri della diffusione del contagio iniziano gradualmente a diminuire. Dobbiamo continuare così e non mollare la presa.

Un’ultima annotazione va fatta su foto e video costruiti a tavolino per dare di Livorno e degli altri comuni della provincia una immagine non veritiera e esasperare gli animi di chi suo malgrado è costretto a stare a casa, sminuendo anche gli enormi sforzi profusi nei controlli. Gli autori sappiano che non stanno facendo il bene dei cittadini ed avvisino, ove ci siano reali motivi, le Forze dell’ordine.

Infine, è opportuno ricordare le sanzioni che vanno da un minimo di 400 euro ad un massimo di 3000 per chi ad esempio si sposta senza giustificato motivo e se la violazione avviene mediante l’utilizzo di un veicolo le sanzioni possono arrivare fino a 4.000 euro, in caso di reiterazione le sanzioni pecuniarie sono raddoppiate, mentre per gli esercizi commerciali non in regola è prevista la sospensione dell’attività da 5 a 30 giorni.

Molto più grave è il caso di chi, risultato positivo al Covid-19, non rispetta l’obbligo della quarantena perché sono previste sanzioni penali: arresto da 3 a 18 mesi e pagamento di un’ammenda da 500 a 5000 euro, senza possibilità di oblazione e se nel comportamento sono riscontrati gli elementi anche di un delitto, resta la responsabilità penale per tale più grave reato, quindi uscire di casa diffondendo la malattia può comportare la denuncia per gravi reati (epidemia, omicidio, lesioni), puniti con pene severe, che possono arrivare fino all’ergastolo.

Pesanti le conseguenze anche per chi afferma il falso nelle autodichiarazioni consegnate alle forze di polizia durante i controlli, perché commette un reato che comporta l’immediata denuncia.