Disposizioni del vescovo ai sacerdoti

A seguito delle numerose richieste di chiarimenti da parte di molti nostri lettori, circa lo svolgimento delle celebrazioni eucaristiche in città, riportiamo dal sito della Diocesi, il testo del decreto a firma del vescovo Simone Giusti. 

Livorno, così come le altre diocesi nel resto d’Italia, per la prima volta vedrà la celebrazione della Messa festiva senza il popolo di Dio. Il decreto firmato ieri dal vescovo Simone invita i sacerdoti a continuare a celebrare e a trovare i modi più diversi per farsi prossimi al popolo. Ecco il testo del decreto

Adoro Te devote, latens Deitas,
Quae sub his figuris vere latitas:
Tibi se cor meum totum subiicit,
Quia te contemplans totum deficit

“Cari sacerdoti,
con le parole di questo Inno eucaristico, attribuito al grande san Tommaso d’Aquino, vorrei offrire voi una riflessione e alcune norme per affrontare con fede questi tempi difficili, in cui tutto sembra precario e provvisorio. Il Doctor angelicus, nel suo bellissimo Adoro Te devote, ci invita a riflettere sulla centralità del sacramento dell’Altare: qui possiamo adorare Gesù, veramente presente nel Suo Corpo e nel Suo Sangue, abbandonando in Lui il nostro cuore e quello del nostro amato popolo livornese. La nostra esistenza sacerdotale, infatti, non può non plasmarsi attorno all’Eucaristia. Anzi, l’amore pastorale per il Popolo di Dio ci chiede di celebrarla con ancor più grande fervore nel periodo attuale.
Vorrei, a tal proposito, ricordarvi quanto afferma il can. 904 del Codex Iuris Canonici: «Sempre memori che nel mistero del Sacrificio eucaristico viene esercitata ininterrottamente l’opera della redenzione, i sacerdoti celebrino frequentemente; anzi se ne raccomanda vivamente la celebrazione quotidiana, la quale, anche quando non si possa avere la presenza dei fedeli, è un atto di Cristo e della Chiesa, nella cui celebrazione i sacerdoti adempiono il loro principale compito».
Viste queste premesse, con il presente decreto  STABILISCO  LE SEGUENTI NORME”:

1) Ogni sacerdote celebri quotidianamente la Santa Messa, anche quando non sia possibile avere fedeli, come in questo tempo di epidemia;
2) I Parroci e i Vicari Parrocchiali celebrino la Domenica e ogni giorno feriale la Santa Messa nell’orario in cui solitamente si svolge la celebrazione parrocchiale, garantendo, ove possibile, la trasmissione della Messa in streaming e, per evitare assembramenti, se necessario celebrino a porte chiuse.
3) I sacerdoti educhino, anche attraverso i social, il proprio popolo a vivere pienamente il Giorno del Signore in questo tempo di epidemia esortandoli a:
– vivere la messa insieme come famiglia seguendola alla televisione o in streaming;
– ricevere la Santa Comunione recandosi singolarmente (si evitino gruppi) in Chiesa, nel giorno di festa o in altro giorno della settimana;
– compiere un gesto di carità e generosità a favore dei più poveri.
4) I Sacerdoti visitino personalmente gli ammalati che, in pericolo di morte, necessitano dell’Unzione degli infermi e del Viatico. Viene sospeso, fino a nuove indicazioni, il servizio di Ministro straordinario della Comunione.
5) Non manchi la recita del Santo Rosario quotidiano e la Supplica in onore della Beata Vergine Maria delle Grazie di Montenero affinché la Madonna liberi il suo popolo da questa epidemia.
6) Le campane continuino a essere suonate per esortare il popolo alla preghiera, non potendolo riunire in assemblea.
Livorno, dal Palazzo vescovile 11 marzo 2020