Festa del voto con richiamo ai giovani

di Roberto Olivato

Una Festa del Voto quella di ieri pomeriggio 27 gennaio, minacciata da un acquazzone che pur presentandosi con qualche gocciolone, non ha infierito su chi ieri sera era presente in piazza Grande per la rituale deposizione della cornice floreale all’immagine della Madonna, che è stata issata dai Vigili del Fuoco, al termine delle recita del rosario guidato dal don Giuseppe Coperchini alla presenza del vescovo Simone Giusti e delle massime autorità cittadine, assente il sindaco Filippo Nogarin che presenziava al teatro Goldoni per la presentazione del diario di Frida Misul in occasione delle celebrazioni istituzionali della Shoah, a rappresentarlo un Consigliere. Prima della cerimonia in Cattedrale ha avuto luogo il conferimento del Canonicato a don Placido Salvatore Bevinetto e don Alberto Vanzi. Due nuovi canonici che subentrano a don Mauro Peccioli e don Giuseppe Coperchini reduce da un ricovero ospedaliero durato oltre un mese e mezzo  a seguito di una caduta dalle scale con conseguente lussazione della spalla destra ed alcune costole, oltre ad una lesione all’anca.  In una navata gremitissima come consuetudine per questa festa, le parole dl vescovo Giusti hanno sottolineato l’imperversante relativismo presente fra i nostri giovani, un richiamo in occasione della Gmg (giornata mondiale gioventù)sono incapaci di gioire della vita, perché non esiste più una morale ma tutta la loro esistenza gira attorno al divertimento ad ogni costo. Quasi a significare che di vita esista solo quella terrena e poi nulla più. Un mondo dove tutti parlano fragorosamente e pochi ascoltano- ha proseguito il vescovo- anche chi prega lo fa mediocremente e senza alcuna interiorità”. Accorato l’appello di Giusti affinché vi sia un colpo di reni fra i nostri giovani per tornare ad apprezzare il bello della vita, lasciando da parte la rabbia immotivata che è dentro di loro, accrescendo la Fede che è la sola che possa motivare l’esistenza di chiunque.