Festa di Santa Barbara in Cattedrale

di Roberto Olivato

Il vescovo Simone Giusti martedì 4 dicembre festa di Santa Barbara, celebrerà alle ore 10 in Cattedrale la S. Messa per il Natale delle Forze Armate. Un comunicato stampa dell’Accademia Navale rende noto ” Ogni 4 dicembre gli uomini e le donne della Marina Militare e quanti operano per essa, nel ritrovarsi con le comuni origini e valori, festeggiano solennemente la loro Santa Patrona. È tradizione, infatti, a bordo delle navi e presso tutti gli Enti e i Comandi della Forza Armata commemorare la ricorrenza di Santa Barbara.  Alla liturgia, parteciperanno il personale dell’Accademia Navale, della Direzione Marittima di Livorno e del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Livorno, nonché autorità civili e militari, unitamente alle relative Associazioni Combattentistiche e d’Arma. Sarà un momento particolarmente sentito che riunirà il personale della Marina Militare in comune riflessione, col profondo pensiero a coloro che dalle basi in Italia, sui mari di tutto il mondo e nei teatri operativi svolgono il loro quotidiano e silenzioso lavoro al servizio della Patria e dei cittadini”. Santa Barbara oltre che della Marina Militare e dei Vigili del Fuoco, è anche Patrona dell’Arma di Artiglieria e dell’Arma del Genio, con proclama di papa Pio XII, con Breve Pontificio del 1951. Le reliquie della Santa sono oggi conservate nella Basilica di San Sisto a Piacenza. Il primo esempio documentato nelle preghiere d’Arma e di culto e spontanea devozione, con data 14 dicembre 1529, spetta ai Cannonieri delle milizie fiorentine che veneravano Santa Barbara quale loro protettrice. In un libretto Le preghiere del soldato, pubblicato nel 1915, a cura del Comitato Bolognese per l’Assistenza religiosa dei militari fra le numerose preghiere ve n’è una poco nota, dedicata alla Santa

O santa eroina

che amando generosamente il Signore

riusciste vincitrice nella lotta mossavi dal padre idolatra,

dal mondo seduttore e da un giudice crudele,

ci ottenete dal Dio degli eserciti

di potere usare costantemente delle nostre energie

per il bene supremo dell’anima,

a ciò che regolati gli affetti nostri

concorriamo alla grandezza della Patria