Finalmente la Commissione per il Moby Prince !

Al Senato via libera alla Commissione per chiarire cause sulla tragica vicenda. Commozione di Sandro Lulli, alfiere dell’Associaione “iosono141”.

di Roberto Olivato

Finalmente dopo 27 anni è stata costituita la Commissione parlamentare d’inchiesta sulle cause del disastro del traghetto Moby Prince, il Senato ieri 22 dicembre alle 14,50 nel corso della 73esima seduta, ha dato il via libera alla Commissione. Ad annunciarlo nella sua pagina face book, con non poca commozione Sandro Lulli giornalista de Il Tirreno, ma soprattutto paladino e portabandiera dell’associazione “io sono 141” sorta in memoria delle 140 vittime, perché la vicenda non finisse nel dimenticatoio. Ieri finalmente la notizia attesa da anni e che Lulli ha riportato sulla sua pagina:
La telefonata di Loris Rispoli ( presidente dell’associazione della vittime del Moby Prince ndr) mi arriva alle 5 della sera. “La Commissione parlamentare ha votato all’unanimità la relazione…”. Brividi, emozione anche commozione. Penso a Loris e a tutti i parenti delle 140 vittime del 10 aprile 1991 che aspettano la verità da quasi 27 anni: hanno ingaggiato una lotta impari ma senza tregua contro i poteri forti. E adesso, entro metà gennaio, dopo la scrupolosa inchiesta della Commissione, vedranno trionfare la verità, verrà detto che non ci furono i soccorsi, che la Moby fu abbandonata al proprio destino e che si preoccupò solo dell’ Agip Abruzzo. Ma verrà certamente fatta luce anche sulle condizioni del traghetto e sul perché della collisione. Abbraccio idealmente Loris e tutti i familiari che hanno perso i loro cari in quella notte maledetta e tutti coloro che partecipano alla vicenda. Sono commosso. #iosono141. La notizia prenatalizia non può che riempire i cuori di gioia e speranza circa la soluzione dell’annosa tragica vicenda, l’unico dubbio è che questa Commissione come tante altre, finisca alla lunga per non concludere nulla. Ad ogni modo è senz’altro un bel passo avanti sulla ricerca della verità che vittime e famigliari attendono da tanti, troppi anni. Verità che meritano, per rispetto del dolore ancora vivo in ognuno di loro.