Guardia costiera ferma cargo tunisino

Cargo tunisino fermato a Piombino dalla Guardia costiera, per irregolarità nel carico di circa quattromila tonnellate di biomasse. Nel corso dell’ispezione a bordo rilevate altre carenze.

Fermata martedì 30 gennaio a Piombino, una nave di bandiera tunisina per gravi irregolarità. “Sfax”, questo il nome del cargo fermato nel porto di Piombino dagli ispettori della sicurezza della navigazione della Guardia costiera. Lunga circa 100 metri con 4.200 tonnellate di stazza, era arrivata il 25 gennaio scorso dal porto spagnolo di Siviglia carica di materiali alla rinfusa da sbarcare a Piombino. Di questi, circa 4.000 tonnellate di biomasse, citate nella richiesta di autorizzazione allo sbarco presentata all’autorità marittima, hanno sollecitato l’attenzione dei militari della Guardia costiera piombinese, in quanto la merce, come poi verificato tramite l’ausilio del chimico del porto, immediatamente coinvolto per le analisi sul prodotto, risultava appartenere ad una categoria diversa da quella dichiarata. Si trattava in realtà di merce classificata tra le biomasse, per la quale le disposizioni internazionali sul trasporto marittimo prevedono prima dello sbarco un’attestazione di non pericolosità da parte di un soggetto riconosciuto dall’autorità competente. Non pericolosità che avrebbe dovuto essere certificata attraverso controlli sull’umidità e sulla temperatura del prodotto. Il Comandante della nave, un egiziano di 35 anni, rischia adesso le sanzioni previste dal codice della navigazione. Dai controlli sono emerse anche altre violazioni, contestate dai militari della Guardia costiera. Giubbotti di salvataggio non a norma per i 20 componenti dell’equipaggio, vie di sfuggita bloccate in alcune parti della nave, impianto antincendio malfunzionante, cavi d’ormeggio in pessimo stato, ma anche problematiche riguardanti aspetti igienico sanitari hanno portato al fermo dell’unità, adesso bloccata nel porto piombinese, con un provvedimento cosiddetto di “detenzione”, revocabile solo dopo le visite dell’ente di classifica e dell’amministrazione di bandiera e, di fatto, dopo il ripristino degli standard minimi di sicurezza.