Il sacchetto biodegradabile? Chiedetelo alle massaie

Fra le bancarelle di piazza Cavallotti battibecchi fra massaie e venditori, circa il balzello del sacchetto. Un controllo sul prezzo che varia da 0,1 per arrivare a 10 centesimi, forse non guasterebbe.

di Rita Santuari

Se vuoi tastare il polso al popolo, per sapere cosa ne pensa realmente dei vari accadimenti nazionali , basta frequentare i luoghi dove l’aggregazione non è coordinata ma naturale, come mercati e negozi di distribuzione alimentare . Ora l’argomento principe è l’imposizione del sacchetto biodegradabile per fare la spesa e tra un po’ ci sarà quello sulle votazioni. Il mercato delle verdure di piazza Cavallotti è un brulichio di massaie e usiamo questo termine per significare colei che fa la spesa, ma soprattutto che deve fare quadrare i bilanci famigliari, compito non facile in questi momenti di crisi generale e di aumenti che sopraggiungono da ogni dove,

vedi luce, gas, acqua e quant’altro. Il sacchetto biodegradabile a pagamento viene percepito come ulteriore tassa sulla spesa e soprattutto come ulteriore “disattenzione” del governo verso le fasce più deboli, considerando che fare la spesa non è un lusso ma una necessità. I battibecchi tra il venditore e l’acquirente si sprecano considerando il fiorito linguaggio livornese , che per fortuna ancora si sente . Una signora alquanto alterata, rivolgendosi al commerciante ” A me mi pesa la roba sulla stadera e me la da e me la metto nella mia borsa , 5 carote, 2 melanzane ,3 zucchine .” Lui risponde che per igiene deve metterla nella bustina di plastica. Nella conversazione subentrano altri acquirenti e qui, sinceramente , non sono ripetibili i fioriti epiteti dati ai vari governi, legislatori e soprattutto all’Europa che c’impone tutto ciò che ritiene opportuno . Un’altra donna che acquistava frutta in un vicino barroccino, più informata di altri dice che l’Europa ha dato , si disposizioni , ma che stava ai nostri governanti decidere come gestire la cosa e che come al solito hanno tirato a far “ciccia “ con svariate ci , per rafforzare il suo dire. Ovunque lo scontento è palpabile e non va giù il dover pagare il fatidico sacchetto per € 0,1-0,3-0,4-0,7- o 10 centesimi e non dare l’opportunità di portare il proprio contenitore. Questa è la cosa più discussa perché tutti indistintamente, da cittadini consapevoli sanno che la plastica sta soffocando il mondo, anche se l’indignazione per questa nuova imposizione è generale. Su facebook gira una specie di catena di S. Antonio che invita i cittadini a boicottare questa nuova tassa sulla spesa e di etichettare nei supermercati un pezzo alla volta ,immaginarsi se si volesse fare per un kg. di noci ! Frutta e verdura nei supermercati sono più costose che nelle bancarelle di piazza e lì, senza dubbio , il classico ” vantaggino ” afferma la massaia, è già stato messo. La solita signora informatissima dice ” le buste biodegradabili le fanno con il granturco e ci mettono l’olio di palma che è stato tolto dagli alimenti e da qualche parte lo dovevano infilare “. Altra discussione sull’olio di palma e relativi sacchetti, sul palcoscenico della piazza dove le basse temperature hanno fatto fatica ad abbassare i bollenti spiriti degli avventori.