In ricordo della Venezia, ma con vero Effetto

Rievocati centinaia di nomi di “Venezia” in un’atmosfera di vero Effetto, quale prologo alla chiusura del giubileo dei 300 anni di S.Ferdinando.  Monsignor Giusti: causa bombe d’acqua non abbassare la guardia. Alcune relatà ancora a rischio inondazioni.

di Roberto Olivato

Sabato pomeriggio 4 novembre in Venezia, nella chiesa di San Ferdinando ha avuto luogo la commemorazione dei defunti del quartiere come già riportato dal nostro giornale. L’iniziativa che si ripete ormai da una quindicina di anni, assume di anno in anno un crescente interesse non solo per gli abitanti della Venezia, in costante diminuzione nel corso degli anni, ma anche per quelli di altre zone della città. Artefici dell’iniziativa tre nomi storici di ” veneziani ” doc: Gino Corradi, Otello Chelli e Luigi Suardi, che con certosina pazienza, ma soprattutto con tanta passione, hanno raccolto oltre un centinaio di nomi di famiglie che, nella quotidianità della loro vita hanno contribuito a costruire la storia del popolare quartiere. Il susseguirsi di nomi d’interi nuclei famigliari e di singoli veneziani arricchiti da pseudonimi o nomignoli, sono stati letti con emozione da Francesca Sorrentino e Gabriele Pericoli. L’atmosfera che la rimembranza è riuscita a creare nella navata della chiesa Trinitaria, non ha avuto nulla da invidiare all’estivo Effetto Venezia, infatti per tutti i presenti il clima creato dal riecheggiare di nomi legati alla vita e quindi al passato del quartiere più antico di Livorno, è sembrato essere il modo migliore per rivalutare la vera Venezia, quella delle botteghe, delle tradizioni,  degli artigiani, canti e stornelli e perché no,  dei passatempi dei bimbi di allora. Questo sarebbe forse il migliore Effetto che potrebbe rendere omaggio all’intero quartiere, anzichè musiche, balli e saltimbanco che con La Venezia non hanno nulla a che vedere e che oltretutto rappresentano un costo non indifferente. L’edizione del 2016 è costata 236.072,05 Euro il cui unico EFFETTO è stato quello di aver distolto somme da possibili opere di ristrutturazioni di case popolari e di sistemazione di manti stradali. La giornata di sabato ha fatto da prologo alla chiusura del giubileo della chiesa di San Ferdinando con la S.Messa celebrata domenica 5 dal vescovo Simone Giusti e la scopertura di una lapide a ricordo del 300esimo anniversario. Monsignor Giusti, a due mesi dall’alluvione che l’odierna giornata piovosa ricorda, quante richieste di contributi sono giunte alla Caritas? ” Circa per duecentomila euro, comunque i dati li ha la Caritas che sarà più precisa. Quello che mi preoccupa è la situazione di allarme che rivestono alcune zone cittadine.” Può essere più preciso? ” Mi è giunta notizia dal santuario di Montenero che questa mattina a seguito del violento nubifragio si sono ripresentate le problematiche di agosto e cioè allagamento di alcune parti del santuario e sembrerebbe che problemi abbiano avuto anche alcune abitazioni. Del resto il clima ci ha ormai abituati ad improvvisi scrosci conosciuti come bombe d’acqua, pertanto dovrebbero essere attuate forme d’intervento mirate ad affrontare simili situazioni a cui, obtorto collo, dovremo abituarci”