La Befana vien di notte….

 

di Roberto Olivato

Il giorno della Befana rappresentato e festeggiato in sagre e manifestazioni di ogni genere, oltre che religiosamente con l’Epifania del Signore, è ricordata anche in diversi detti popolari e poesie che una volta i bimbi imparavano a memoria per recitarle in famiglia davanti a genitori e nonni. Recite oggi forse non più tanto di moda, come la classica letterina di Natale riposta sotto il piatto, contenente promesse di bontà e impegno per l’anno nuovo. Letterina e poesie avevano il potere di “materializzare” l’atmosfera delle feste natalizie, ovattandola in un clima quasi fiabesco. Sono molte le poesie dedicate alla Befana, ne abbiamo scelte alcune per far si che anche i più piccoli le possano ascoltare dalla voce di nonni o genitori. Un modo come un altro per rafforzare tradizioni che altrimenti col passare degli anni rischiano di trasformarsi in puri simboli consumistici.
Due poesie di Gianni Rodari, scrittore e poeta specializzato in testi per bambini

Mi hanno detto, cara Befana
che tu riempi la calza di lana
che tutti i bimbi, se stanno buoni,
da te ricevono ricchi doni,
io buono son sempre stato,
ma un dono mai mi hai portato.
Anche quest’anno nel calendario,
tu passi proprio in perfetto orario,
ma ho paura, poveretto,
che tu viaggi in treno diretto:
un treno che salta tante stazioni
dove ci sono bimbi buoni.
Io questa lettera ti ho mandato
per farti prendere l’accelerato!
O cara Befana, prendi un trenino
che fermi a casa di ogni bambino,
che fermi alle case dei poveretti
con tanti doni e tanti confetti.


Da una terra assai lontana,
così lontana che non c’è…
la Befana, sai chi è?
La Befana viene viene,
se stai zitto la senti bene:
se stai zitto ti addormenti,
la Befana più non senti.
La Befana, poveretta,
si confonde per la fretta:
invece del treno che avevo ordinato
un po’ di carbone mi ha lasciato.

                                    Ecco alcune filastrocche, buon divertimento

La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte,
con le toppe alla sottana:
viva viva la Befana!
***
Zitti, zitti, presto a letto
la Befana è qui sul tetto,
sta guardando dal camino
se già dorme ogni bambino,
se la calza è ben appesa,
se la luce è ancora accesa!
Quando scende, sola, sola,
svelti sotto alle lenzuola!
Li chiudete o no quegli occhi?
Se non siete stati buoni
niente dolci, nè balocchi,

solo cenere e carbone!

È arrivata la Befana
coi balocchi pei bambini;
rimboccata ha la sottana
ed è scesa nei camini.
Ha trovato scarponcini
e calzini trasparenti,
li ha riempiti con dolcini
per far bimbi assai contenti.
Ogni cosa ha poi lasciato
con sveltezza e cuor contento:
nessun bimbo s’è svegliato
proprio allora in quel momento.
Risalita nei camini
è scappata in grande fretta.
La sognavano i bambini,
quella povera vecchietta!
***
M’avevan detto, la Befana
non è più tanto lontana
sulla scopa è già per via
giungerà all’Epifania.
Porterà ai bimbi buoni
chicche dolci ed altri doni.
La Befana qui passò
tutto questo mi portò!
Se sia brutta vecchia e storta
non lo so e non me ne importa,
so soltanto che il suo arrivo
rende il cuore più giulivo!