La Madonna del Castellaccio da anni attende una Cappellina

La Madonnina al Castellaccio conosciuta a pochi, attende da anni una cappellina. Si susseguono singole visite di turisti, abitanti della zona e gruppi di preghiera. Alcuni eventi lasciano se non altro perplessi.

di Roberto Olivato

Dopo la Messa solenne di ieri 8 settembre in onore di Maria, celebrata dal vescovo Simone Giusti al Santuario di Montenero, questo pomeriggio un altro momento di preghiera è stato dedicato alla Madonna a poche centinaia di metri dallAbazia dei padri Benedettini. L’incontro, organizzato da un gruppo di preghiera, ha avuto luogo al Castellaccio presso il casolare “Il Fiorentino”. Il perchè di questa riunione, che porta Maria ad essere protagonista nelle nostre colline, ce lo spiega Tiziana Martinelli proprietaria de “Il Fiorentino” e dalle sue parole emerge una storia che rende quel pezzo di terra un punto dove racconti, personaggi e particolari vicende, avvolgono l’aria quantomeno di un fascino spirituale ed i fatti raccontatici sembrano denotare come la Madonna, nell’area Montenerina si trovi come a casa sua. “ Questo casale fu acquisito da mio padre negli anni settanta, allora era un casolare abbandonato e diroccato, posto nel mezzo di un ampio appezzamento di terreno. Nel corso degli anni mio padre lo restaurò e da Firenze, dove abitavamo, veniva a passare i fine settimana. Amante della campagna e del mare curava quotidianamente la pulizia del terreno che a volte presentava i resti di bivacchi che turisti od occasionali passanti lasciavano cadere a terra. Questo suo controllo del territorio- prosegue Tiziana- lo portava a conoscere ogni millimetro del fabbricato e dei prati che lo circondavano.” Questa iniziale descrizione sulla pulizia meticolosa del territorio che sembrerebbe non aver nulla a che fare con la nostra premessa, in realtà è la chiave del racconto, infatti Tiziana prosegue “ Una mattina un amico di mio babbo andandolo a trovare, lo prese in giro chiedendogli se si fosse di colpo convertito, allo stupore di mio padre l’amico lo portò dietro la casa dove era presente in un tabernacolo la statuina della Madonna, un copia di quella di Montenero. Tutta dorata e con la scritta Mio rifugio, mia fortezza, mio Dio in cui confido che è l’inizio del Salmo 90. “Sapendo della mia devozione a Maria mio padre mi telefonò e corsi a vederla. Come avesse potuto essere li in un piccolo tabernacolo in muratura non ce lo siamo mai spiegato. Alcuni esperti hanno detto che la scultura è un’opera del milleottocento”. Sono avvenuti dei fatti particolari riconducibili a questa Madonnina? “ Vengono diverse persone, che non potendo andare a Montenero perché magari anziane, pregano, lasciano offerte, candele e piccoli ex voto che porto al Santuario. Sappiamo di una madre che quotidianamente veniva a pregare per il figlio molto malato, che inspiegabilmente dopo un po’ di tempo guarì. Poi una storia commovente e che diciamo ha dell’incredibile”. Può raccontarcela? “ Oggi posso. Trattasi di Mario un uomo anziano e malato, uscito dal carcere, era marito di Tosca la ristoratrice di un locale che ormai non c’è più. Siamo negli anni ottanta e Mario giornalmente veniva da Maria con delle rose e piangeva sempre a dirotto. Più di una volta provai a chiedergli il perché di quel pianto, ma non mi rispose mai. Nel 1990 prossimo alla morte, lui ateo, chiese di un sacerdote al quale confidò di aver sentito parlare la Madonna “con la voce di fanciulla, dolce, melodiosa, una voce che mi è arrivata al cuore che mi ha detto che dove c’é il tabernacolo ci starebbe bene una cappellina”. La Curia in tutti questi anni non le ha mai detto niente? “Vennero alcuni sacerdoti, ma a tutt’oggi non so nulla. Per il momento ci ritroviamo col nostro gruppo di preghiera a far compagnia a Maria nella speranza che la cappellina venga realizzata, oltretutto mio padre prima di lasciarci dette la disponibilità alla Diocesi di un pezzo di terreno per la costruzione”.