Non mancherà la Messa di Natale a Santa Caterina

Dopo quasi quattro mesi di chiusura della loro chiesa, i parrocchiani di Santa Caterina insistono affinché il parroco riapra la chiesa per celebrare la S.Messa di Natale. Lungaggini burocratiche immotivate e silenzio delle Istituzioni, alla base della paventata azione di protesta. 

di Roberto Olivato

Si è conclusa con un prolungato applauso l’omelia della Messa vespertina di domenica 16 dicembre, di don Michele Esposto parroco di Santa Caterina, la chiesa che ormai da quasi quattro mesi è chiusa a seguito di un’ordinanza del sindaco Nogarin. Il motivo degli applausi, di adulti e numerosi bambini, era rappresentato dall’accettazione del parroco, su richieste ed insistenze dei suoi parrocchiani, di celebrare la Messa natalizia all’interno della navata della chiesa di piazza dei Domenicani. Quello che apparentemente sembrerebbe il venir meno e quindi una violazione, ad un divieto dell’Amministrazione cittadina, in realtà si presenta come una sorta di valvola di sicurezza ad amarezze, umiliazioni, sacrifici subiti da intere famiglie ed i loro figli. Stati d’animo di gente che, dopo novantatre giorni di totale silenzio da parte delle Istituzioni, ha fatto pressioni sul proprio parroco affinché celebri la S.Messa di Natale nella loro chiesa. Don Michele una richiesta forte quella dei suoi parrocchiani?Era da diverse settimane che ricevevo pressioni da parte di molti fedeli perché celebrassi la S.Messa all’interno della navata, ma ero riuscito sempre a temporeggiare in attesa di una risposta dalle autorità”. Allora come mai l’annuncio di questa sera?Quando alcuni parrocchiani mi hanno rappresentato l’idea di scendere in strada a manifestare, ho visto il rischio che la protesta potesse venire strumentalizzata politicamente da qualcuno, pertanto opposi il mio deciso no. Si è pensato così di sostenere la nostra battaglia all’interno delle mura di Santa Caterina, con la celebrazione della Messa di Natale”. Il motivo di questa prolungata chiusura, è forse di natura economica?Assolutamente no. I soldi non c’entrano. L’intendenza delle Belle Arti aveva già preventivato nel totale dei lavori di restauro, il costo della rete a protezione dei fedeli, quindi i soldi non sono il problema”. Allora dov’è l’ostacolo?I lavori in corso nella nostra chiesa sono divisi fra Soprintendenza alle Belle Arti ed un ditta fuori Livorno. Quindi – prosegue don Michele- non si tratta più di motivi di sicurezza ma di mera burocrazia, che deve decidere chi deve installare la rete, anche se del pulviscolo sotto accusa, non vi è più traccia. Pertanto ho accettato l’invito dei parrocchiani e la Notte di Natale saremo tutti assieme in chiesa.”