Locandine a testa in giù ed edicolanti a gambe all’aria

di Roberto Olivato

Nel mese di ottobre gli edicolanti attuarono uno sciopero singolare e cioè, di non esporre nelle locandine le testate dei quotidiani. A spiegare il motivo fu Stefano Paolini rappresentante per Livorno della Si.Na.G.I. ( sindacato nazionale giornalai d’Italia). A distanza di quattro mesi la vertenza con gli editori non si è sbloccata ed ecco che da alcuni giorni le locandine espongono le testate, ma capovolte. Questa scelta però più che danneggiare gli editori mette in difficoltà i lettori che per poter leggere i titoli devono mettersi a testa in giù. A spiegare questa scelta è lo stesso Paolini “Questo è l’unico modo per attirare l’attenzione della gente circa le difficoltà che gli edicolanti vivono quotidianamente sulla loro pelle “. A che punto è la vertenza con gli editori? “ E’ tutto fermo, non si vede alcuno spiraglio e con un contratto fermo al 1999 si comprende come sia impossibile andare avanti”. Quali sono le vostre richieste? “ Si badi bene che non chiediamo un aumento degli aggi sui quotidiani perché siamo consci delle difficoltà dell’editoria a seguito della concorrenza di internet, ma chiediamo solo 10 centesimi sulle riviste, di cui 7 all’edicolante e 3 ai distributori”. Non sembrano molti 10 centesimi. “ Un edicolante oggi ha un guadagno che equivale a circa 2 Euro l’ora, altro che i raccoglitori di pomodori, loro almeno ne guadagnano 4 all’ora! Comunque siamo anche pronti ad offrire maggiori servizi- prosegue Paolini- informatizzazione delle edicole, impegno sugli abbonamenti”. A che punto è la vertenza? “ E’ ferma nel più totale silenzio degli editori, ai quali sembra non fregarne niente della vita degli edicolanti e purtroppo ma logicamente, anche gli organi di stampa non parlano della nostra vertenza” . Il sindacato dei giornalai ha rilevato circa 15000 chiusure di edicole negli ultimi 10 anni, chiusure che saranno destinate ad aumentare se gli editori non rivedranno le proprie posizioni. A rischio la sopravvivenza di migliaia di attività e delle loro famiglie