Moby Prince: la relazione della Commissione

Accertata assenza di nebbia la notte della tragedia e la petroliera Abruzzo dell’Agip non avrebbe dovuto trovarsi in quella zona. Mancanza di ordini precisi dalla Capitaneria. Il giallo di un radar che forse avrebbe potuto essere utile. 

di Roberto Olivato

Una relazione di 492 pagine quella che la Commissione Parlamentare d’inchiesta sulle cause del disastro del traghetto Moby Prince, presieduta dal Sen Bachisio Silvio Lai ha presentato oggi 24 gennaio, nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani ed alla quale é intervenuto anche il Presidente del senato Piero Grasso. ” Due anni di lavoro – si legge nella premessa– sono serviti alla Commissione per fissare alcuni punti fermi che in tanto tempo erano rimasti in secondo piano. La Commissione è consapevole di non aver chiarito tutti i punti oscuri di questa vicenda, ma può affermare con sicurezza di aver raggiunto una ricostruzione decisamente più completa di quanto avvenuto la notte tra il 10 e l’11 aprile 1991 davanti al porto di Livorno, con alcune novità chiare e precise.” La relazione prosegue escludendo che la nebbia sia stata la causa della tragedia ” Non c’è stato, prima del disastro, un fenomeno

atmosferico di totale, immediata e generale riduzione della visibilità in rada, tale da provocare l’accecamento del comando del traghetto e dei suoi apparati radar durante la navigazione. Una cosa appare certa, la petroliera Abruzzo dell’Agip non avrebbe dovuto trovarsi in quella zona di mare. Ma anche sull’operato della Capitaneria la Commissione pone dei dubbi ” dalla Capitaneria di porto di Livorno non partirono ordini precisi per chiarire l’entità e la dinamica dell’evento e per ricercare la seconda imbarcazione, quasi non si sapesse cosa fare. Si anticipa subito un dato che si ritiene fondamentale per fondare il giudizio appena formulato: nel corso dell’audizione del pilota di porto Raffaele Savarese 2 , la Commissione ha appreso che presso la stazione piloti del porto di Livorno c’era un radar, dispositivo allora non disponibile nella sala operativa della Capitaneria. Di quel radar sapevano in Capitaneria?- si chiedono i componenti la Commissione- Era un’apparecchiatura utile per monitorare l’area della tragedia o serviva solo per il servizio piloti e risultava inutile per i soccorsi? Dalle audizioni dell’ufficiale della Capitaneria di Livorno Lorenzo Checcacci 3 , in servizio quella notte, è emerso che in Capitaneria non sapessero dell’esistenza di quel radar alla stazione piloti: cosa a dir poco singolare che un ufficiale dell’autorità preposta al soccorso in mare non possa smentire l’esistenza di un radar presso il porto o non possa ridimensionarne l’efficacia.” La Commissione è cosciente che non sia stata ancora fatta piena chiarezza sull’accaduto, come asserisce alla fine della premessa “ Non è tutta la verità, come si è anticipato, ma di sicuro è una verità più ricca di quella che sino a questo momento è stata proposta e discussa.” Stando a queste parole il cammino per chiarire pienamente i fatti sembra essere ancora lungo, ma senz’altro più chiaro in alcuni punti fermi dai quali proseguire per ulteriori approfondimenti, che permettano di arrivare alla verità che vittime e famigliari attendano da inspiegabili troppi anni.