Senza numero gli occupanti del Picchetto

Occupato da due anni, gli “inquilini” ricevono alimenti da Caritas. Per un incomprensibile scarica barile sul numero degli occupanti, a rischio il blocco delle derrate. 

di Roberto Olivato

Situazione sempre più difficile quella presente all’interno del Palazzo del Picchetto, occupato dal marzo 2016. Alla precaria situazione abitativa, la cui iniziale occupazione abusiva ha visto crescere il numero degli “inquilini” in maniera esponenziale, ebbene a questa esplosiva situazione, starebbe per essere accesa la miccia. Il tutto nasce da un’esigenza del parroco della chiesa della Madonna, sotto la cui giurisdizione ricade il settecentesco palazzo. Da quando una cinquantina di persone occuparono l’edificio la Caritas della parrocchia provvede a fornire di derrate alimentari gli occupanti. Gli alimenti in Italia sono distribuiti agli Enti caritativi dall’AGEA ( Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura) che riceve fondi dalla PEAD ( Programma Europeo Aiuto alimentare ai Bisognosi ). Per accedere alle derrate, gli Enti annualmente devono formulare regolare richiesta fornendo il numero delle persone interessate dagli aiuti e qui sorge il problema per don Placido Bevinetto. ” Inizialmente la mia parrocchia con la Caritas, forniva viveri ad una cinquantina di persone, da qualche tempo abbiamo saputo che le persone presenti nell’edificio sono aumentate, ma non conoscendone il numero non possiamo richiedere gli alimenti sufficienti “. Qualcuno saprà chi sono e quanti ce ne sono. Ha chiesto in Questura ? ” Sono cappellano della Polizia di Stato e quindi ho contatti quasi quotidiani, ma mi hanno detto di sentire il Comune, al quale mi sono rivolto con una lettera al sindaco e con diverse e-mail all’assessore Dhimgjini , che mi ha risposto non essere di sua competenza, rimandandomi alla P.S. , sono in attesa di risposte anche dalla Prefettura, ma a tutt’oggi nulla. Nel frattempo non sapendo quante sono le persone, non posso fare l’ordine e così rischieremo di non dare alimenti più a nessuno” . Questo fatto che di per se sembrerebbe una pura questione di guerra fra poveri in realtà come dicevamo, rischia di accendere una miccia nella polveriera del Picchetto, perché sempre il parroco riferisce che già alcune persone si sono recate in parrocchia con fare prepotente a richiedere da mangiare. A parte la pesante situazione in cui versa l’edificio di piazza Guerrazzi, quello che stupisce o meglio preoccupa è vedere che nessun organo istituzionale sia in grado di fornire indicazioni circa la presenza degli occupanti, o almeno di quantificarli, visto che il buon don Placido ha richiesto solo il numero e non dati anagrafici. Uno scarica barile che senz’altro non giova alla critica e pesante situazione, che ristagna ormai da quasi due anni in pieno centro cittadino.