Risorge l’obelisco di piazza Mazzini

Lo scoprimento dopo i lavori di restauro e consolidamento a cura del Comune di Livorno

Inaugurato questa matina venerdì 29 luglio alle ore 12, l’obelisco Fontana collocato all’estremità sud di piazza Mazzini dopo i lavori di restauro conservativo e consolidamento a cura del Comune di Livorno, effettuati dall’impresa di restauro “SCR Pulvirenti Restuari Soc. Coop. A R.L.”.

Il lavoro è iniziato il 6 dicembre del 2021 e terminato la scorsa settimana, con un costo complessivo di 39 mila euro.

L’obelisco di piazza Mazzini denominato obelisco Fontana, al di sotto di questa guglia si trovava una fonte pubblica denominata Fonte Giulia ( nella foto l’apertura posta all’interno dell’obelisco dalla quale sgorgava l’acqua ) , fu realizzato nel 1836 dall’architetto Pasquale Poccianti a coronamento celebrativo del nuovo acquedotto della città, venne transennato nel 2009 dal Comune per l’incolumità dei cittadini, viste le condizioni di degrado in cui si trovava.
Prima del restauro erano presenti, infatti, numerose e vaste porzioni pericolanti, sia nella parte antica in pietra arenaria, sia per quanto riguarda i rifacimenti e le stuccature realizzati nel passato più recente.

Presenti il sindaco Luca Salvetti, l’assessora all’Urbanistica Silvia Viviani, l’assessore alla Cultura Simone Lenzi, dirigenti e tecnici dell’ufficio Progettazione e Qualificazione degli Spazi Pubblici, i restauratori dell’impresa Pulvirenti.

” Dopo circa sette mesi di manutenzione è stato restituito al quartiere ed alla città un elemento significativo per il decoro urbanistico- ha esordito Salvetti- Questo lavoro rapppresenta la volontà di questa Amministrazione di recuperare diverse opere cittadine, da troppo tempo abbandonate all’incuria che sia per eventi atmosferici che da atti di vandalismo, perpetrati negli anni, aveva visto questo obelisco degradarsi nel corso degli anni. L’aver riportato al suo slpendore questo monumento– ha concluso il sindaco- richiederà non solo da parte degli abitanti del quartiere, ma di tutti i cittadini, un maggior rispetto, per la salvaguardia del quale abbiamo interessato le Forze dell’Ordine di monitorare quotidianamente l’intera piazza.”

L’assessore Lenzi nel ricordare come l’belisco di piazza Mazzini faccia parte delle opere realizzate in città dall’architetto Pasquale Poccianti, autore fra l’altro del Cisternone, ha sottolineato l’importanza di averlo rimesso a nuovo a beneficio non solo degli abitanti del quartiere, ma di tutti coloro transitino da piazza Mazzini. a rafforzare il pensiero di Lenzi, l’intervento dell’assessore Viviani che ha ricordato come il rinnovamento della piazza Mazzini non si limiti solo al restauro dell’obelisco, ma anche ad una migliore fruizione della piazza con passaggi pedonali, che si alineino più marcatamente sui sentieri già tracciati inconsapevolmente dai fruitori dello spazio.

 

L’Obelisco breve storia

L’Obelisco Fontana, realizzato dall’architetto Pasquale Poccianti nel 1836,

L’Obelisco si erige sulla sommità di un basamento ottagonale alto circa 80 cm, al di sopra del quale è possibile salire attraverso 5 gradini, ricavati all’interno del volume del basamento stesso.

I gradini permettono la salita al di sopra del basamento in pietra serena.

Al centro del basamento è posto un piedistallo in pietra serena a sezione quadrata (lato di circa 115 cm), il quale si restringe arrivando ad una sezione quadrata con lato di circa 95 cm.
Questa seconda porzione risulta molto più slanciata, con un’altezza di circa 125 cm, e su ciascuno dei quattro lati presenta una rientranza rettangolare che probabilmente un tempo ospitava una lastra di un materiale differente rispetto al resto del piedistallo.

Proseguendo verso l’alto, si trova una cornice, ormai erosa dal vento e dalla pioggia come tutto il resto del monumento, che, per quel poco che rimane, sporge rispetto alla parte sottostante a mo’ di cornicione o marcapiano. Su di essa poggiano quattro sfere di bronzo ossidate, che insieme ad un pilastro centrale pieno sorreggono i blocchi dell’obelisco soprastante.
Gli otto blocchi parallelepipedi in pietra panchina che formano l’obelisco sono di sezione variabile e decrescente mano a mano che si sale di quota: si parte, infatti, da un blocco che ha una sezione orizzontale quadrata di lato di circa 90 cm e si arriva all’ultimo blocco caratterizzato da un lato di
poco più di 70 cm.

La guglia era ben più alta di come è attualmente, in quanto ad oggi manca la parte sommitale e risulta un’altezza dal basamento ottagonale di circa 5,85 metri.

Cenni storici su piazza Mazzini

Nel passato piazza Mazzini si chiamava piazza Marte perché qui si svolgevano spesso le manovre e gli esercizi dai militari. Il nome attuale le fu dato nel 1872 in memoria del patriota italiano.

Nel 1700 la piazza veniva usata anche come deposito di travi da costruzioni e nella parte più vicina all’attuale darsena del cantiere venivano costruite e riparate le piccole navi.

Nell’estate del 1871 alcuni imprenditori vi aprirono un vasto recinto e vi eressero diversi padiglioni e molte botteghe che erano abbelliti da fiori, fontane d’acqua e illuminazione a gas. La fiera comprendeva anche un teatrino, padiglioni della musica e lotterie. Dopo diversi anni questa fiera chiamata “Eden” venne spostata sul lungomare presso i Regi Bagni Pancaldi, sulla grande spianata sul mare dei Cavalleggeri.
L’adiacente Corso Mazzini, che attualmente arriva fino al largo Attias, nel 1600 faceva parte di Via delle Spianate che partiva da Via dei Condotti Vecchi (S. Andrea) e arrivava a Piazza di Marte .

Nel 1836 l’antica Piazza Marte fu arricchita dall’Obelisco Fontana, chiamato anche “la Fonte Guglia”, realizzato da Pasquale Poccianti e posto a dimora su ordine di Ferdinando I dei Medici per segnare lo spazio entro cui era proibito costruire abitazioni o fabbriche. L’Obelisco Fontana era denominato in questo modo poiché al di sotto della guglia un tempo si trovava una fonte d’acqua pubblica. La fonte fu chiusa nel 1888 a causa di “scene sconvenienti” che il popolo faceva quando si radunava a prendere l’acqua , su quello che oramai era un passeggio prestigioso.

Purtroppo, oggi dell’obelisco rimane una piccola parte, poiché manca la parte sommitale che lo rendeva ben più alto e svettante.