Nuovo parroco a San Luca

 

 

 

 

 

di Roberto Olivato

Una domenica particolare quella vissuta domenica 21 ottobre, dai parrocchiani della chiesa di San Luca a Stagno, questa mattina infatti il polacco don Gregorio Baryn è stato ufficialmente nominato parroco della chiesa intitolata all’evangelista, dal vescovo Simone Giusti che dopo aver dato lettura del decreto di nomina ad Amministratore Parrocchiale di don Gregorio, ha ricordato come sia d’importanza vitale per tutta la comunità, la presenza operativa del parroco che dovrà saper essere educatore per i giovani, buon ascoltatore dei problemi delle famiglie, confortatore e consolatore di ammalati. “ Ricordati che sarai credibile se sarai essere servo della comunità che è la tua famiglia- ha esordito il vescovo, che si è raccomandato anche perché i giovani siano seguiti nel loro cammino di crescita, per aiutarli a maturare i valori cristiani come il matrimonio “ Ai giovani, abituati a sentire parlare di convivenze al posto di matrimoni- ha proseguito il vescovo- bisogna spiegare il valore della famiglia unita nel matrimonio religioso, perché le convivenze non hanno nulla a che fare col cristianesimo. La filosofia di chi vuol convivere è come quella di chi acquista un’auto, mi piace, ci sto bene e poi quando non mi va più la sostituisco con un’altra”. In merito alla situazione livornese riguardo le convivenze, monsignor Giusti ha ricordato un record negativo della nostra città: “ Livorno è la capitale d’Italia per divorzi e convivenze e questo non può far piacere.” Sempre parlando di giovani Giusti ha reso noto che a breve la diocesi metterà a disposizione di giovani coppie che non possono sposarsi, per problemi economici, ventotto appartamenti. Al termine della S.Messa al vescovo abbiamo chiesto notizie circa il prolungarsi della chiusura di Santa Caterina “ Per il momento abbiamo ottenuto autorizzazione a celebrare le funzioni all’interno della Sacrestia, quindi ai fedeli non mancherà l’Eucarestia, nel frattempo la Sovrintendenza ai beni Culturali provvederà ad installare una rete di protezione per proteggere i frequentatori della chiesa”. Ma qual’é il pericolo ? Non si è ben capito, perché le uniche tracce di cedimenti, se vogliamo usare questo termine, erano rappresentate da pulviscolo derivante dagli affreschi o dalle pareti”. Quindi non intonaci, ma solo polvere? Assolutamente si. Comunque pur essendo chiusa ai turisti, non conoscendo ancora i tempi che occorreranno per la riapertura, ai fedeli abbiamo garantito tutte le funzioni religiose.