Pianeta donna – La donna nell’arte

Nel ‘500 il timido inizio del cammino della pittura femminile, per arrivare ai giorni nostri con artiste di fama internazionale. Una di queste è la livornese Gabriella Caverni

di Rita Santuari

Andiamo a ritroso nel tempo e troveremo grandi donne che avrebbero voluto esporsi artisticamente, ma all’epoca lo si riteneva disdicevole. Infatti solo dopo il ‘500 si è potuto notare un’apertura, ad esempio Marietta Robusti, figlia del Tintoretto , lavorava nella bottega del padre ed era bravissima, tanto che i regnanti di Spagna l’avrebbero voluta a corte, ma il padre non la volle allontanare da se. Intanto nel 1616 nasce a Firenze l’Accademia del Disegno e la prima donna ammessa fu Artemisia Gentileschi, maggiore pittrice del 600. Ricordiamo di lei, tratto da un avvenimento biblico, quel capolavoro di -” Giuditta che decapita Oloferne ” ( 159 x 126) . Ricordiamo anche Marie Bertae Marisot (1841) impressionista ,che dipingeva solo interni, poi Tamara De Lerupika ( 1898) immortalatasi in un autoritratto nella Bugatti verde, moderno emblema dell’indipendenza femminile. La grande messicana Frida Kahlo (1907) che con la sua arte difese il suo popolo. La donna con fatica prende coscienza di se ed oggi finalmente l’arte al femminile viene apprezzata. Restando in casa nostra ai nostri giorni, tra le tante pittrici livornesi

incontriamo Gabriella Caverni. Quali sono state le spinte emotive che l’hanno portata alla pittura? ” All’inizio ho scarabocchiato più o meno come tutti , poi alle medie trovavo soddisfazione a realizzare disegni che significavano il mio diventare grande, ma il primo saltello l’ho fatto fra i 18 e 19 anni. Poi la famiglia e quando tutti erano a nanna dipingevo di notte, per sentire dentro quello stato liberatorio che mi dava un enorme piacere”. Con quale stile e quali tecniche ha iniziato a dipingere? ” Il figurativo che mi portava gli odori e i colori che fermavo sulla tela, boschi ,mare e campagne toscane. Usavo colori ad olio, pennelli e spatola per dare movimento all’insieme. A 35 anni ho partecipato alla mia prima Rotonda ed ho proseguito per circa 25 anni ” . Lei mi dice che è autodidatta e non lo si direbbe, guardando le sue opere, inoltre ne vedo alcune stupende e modernissime. Questo cambiamento a cosa è dovuto? ” Si cerca sempre di sviscerare ciò che spinge dentro e portarlo all’esterno è importante per crescere. Davanti alla tela ti prende una frenesia creativa e centinaia d’immagini ti passano per la mente, come alla ricerca di un ignoto che ignoto non è perché diventa vero e visivo. “

Lei  oltre che in Italia ha fatto mostre anche all’estero ? ” In Italia a Roma, Firenze, Milano, Parma , La Spezia ,a Spoleto in occasione del Festival dei due Mondi. In Francia – Ateller pictural J.P.Ruello,Malo – Les Bains, Hotel de ville de Bergues , Thèatre de Dunkerque, Gallerie renè Borel, de Deuville e al salone delle belle arti di Parigi, negli Usa a New York , a Las Vegas , in Sudan nella città di El Khartun con la C.R.I. e in Danimarca ” E’ stata anche nominata dal Senato ” accademico benemerito ” dell’Accademia Toscana di lettere , Arte e scienze di Firenze ” ed altre nomine e inviti espositivi importanti . Ho notato però sul cavalletto una tela di chiara impronta figurativa,si ritorna ai vecchi amori ? ” In questo momento ho bisogno di riassaporare l’incanto di immagini che mi ritemprino lo spirito e che mi riportino qualche passo indietro , forse per una riconciliazione artistica col mio passato “. Brava la nostra Gabriella Caverni alla quale non possiamo far altro che augurarle di continuare così, alla grande , come ha sempre fatto.