Piste ciclabili, barriere architettoniche?

Abbiamo sempre sostenuto la linea per la quale il nostro giornale è nato, cioè principalmente quella di dare voce a chi voce non ha in altre testate perché, o danno fastidio alla classe dirigente della nostra città, o perché sono considerati numericamente poco interessanti ai fini elettorali. Il Ruspante.news ama invece considerare tutti i nostri cittadini allo stesso modo e il nostro interesse sarà sempre più rivolto alle persone più deboli, cercando di far da tramite fra loro e le istituzioni riportando i loro problemi e le loro difficoltà nella vita quotidiana che si trovano ad affrontare, senza che nessuno s’interessi di loro. L’articolo della nostra brava Rita Santuari evidenzia le difficoltà di Bruno ( nome fittizio ), un invalido che quotidianamente si confronta con varie difficoltà che in parte creerebbero problemi anche ad una persona sana, figurarsi ad un invalido, senza che nessuno si sia mai accorto dei problemi che possano arrecare ad invalidi, le così tanto enfatizzate piste ciclabili.

                                                                                                                                                                                                          r.o.

Non sempre è facile intervistare persone che in certo qual modo, denunciano situazioni nelle quali sono costretti a vivere , soprattutto per una sorta di pudore e di timore, di finire con la loro storia sulle pagine di giornali in pasto all’opinione pubblica, chiameremo pertanto il nostro personaggio solamente Bruno. Lei è ancora giovane e so che da molti anni si trova in una situazione di disabilità, a causa di un’ amputazione parziale di un arto e pertanto costretto ad usare una carrozzina per i suoi spostamenti, come vive questo stato nell’ambito della sua quotidianità? ” Cerco di essere il più possibile sereno difronte a ciò che capita giornalmente , barriere architettoniche che non ti consentono di circolare,  problemi sanitari e diagnostici con scadenze a lungo termine

ad esempio per un ecografia anche 8  o 9 mesi , tempi che allontanano la possibilità d’iniziare terapie o altro. Inoltre ho problemi alla vista e a coronare il tutto qualche anno fa, anche un tumore alle corde vocali che mi ha privato della voce . Per fortuna che questi nuovi interventi di protesi consentono di parlare.”  Mi accennava alla difficoltà di spostarsi da una parte all’altra della città ; dove ha trovato maggiormente ostacoli ? ” Ovunque le strade sono piene di buche e spesso te le trovi davanti all’improvviso, bottinelli più bassi del livello stradale che ti fanno sobbalzare , macchine parcheggiate in maniera selvaggia che restringono la carreggiata.  Spesso percorro Corso Mazzini e Corso Amedeo e diventa un percorso ad ostacoli arrivare in via Pier Alberto Del Corona . Suvvia un po’ dovunque si vive questa situazione. ” Voi con la carrozzella potete utilizzare le piste ciclabili ? ” Si , solo che ce ne sono poche e non sempre sono sicure. Un giorno all’imbrunire percorrevo la pista che dai quattro Mori, porta sul viale Italia ,ad un certo punto davanti all’entrata del cantiere per poter proseguire c’è uno scalino che mi sono trovato davanti e che mi ha fatto cadere dalla carrozzina e tutto, procurandomi soltanto una bella botta ma niente di grave. Lei ha visto la pista ciclabile di Via Roma ? In questo caso non commento proprio, basta andare a vedere. Quando percorri la strada normalmente rispettando i regolamenti stradali, trovi il buontempone che ti suona perché tu faccia presto a spostarti, oppure ti sorpassano sfiorandoti. E’ un fiume in piena il nostro Bruno ” Marciapiedi e passaggi pedonali ostruiti da veicoli a due ruote, gimkcane ovunque. Se ci fossero più controlli da parte dei vigili, anche per noi ci sarebbe una maggiore possibilità di circolare in sicurezza.” All’inizio di questa conversazione lei mi ha fatto un accenno ai problemi che trovate nel sanitario, di cosa si tratta più specificatamente ? ” Come dicevo i tempi sono lunghissimi per poter accedere alla diagnostica ( qui ci sottopone documentazione a sostegno di quanto afferma ) non solo, ma anche al fatto che al disabile che è costretto al ricovero oltre il 21esimo giorno , viene detratta la spesa ospedaliera dall’assegno di invalidità. Non parliamo poi dei vari ricoveri per riabilitazioni nelle varie strutture.  C’è veramente da metterci le mani , a partire dagli ambienti all’alimentazione. Niente da dire del don Gnocchi a Massa, ma ora per noi di Livorno non c’è posto, non ho capito bene perché .A volte ci fanno sentire un ingombro per la società ” Non dica questo . So che ci sono molte agevolazioni per venire incontro alle vostre esigenze di disabilità come l’accesso ai mezzi pubblici treni compresi e poi anche per acquisti dei mezzi propri di trasporto.” Verissimo , ma quando c’è bisogno di certi interventi tra leggi, leggine e burocrazia ci inoltriamo in un labirinto che per uscirne ci vuole sempre un esperto. Ci rivolgiamo ai CAF (centro assistenza fiscale) o chiediamo sostegno legale. ” Per quanto riguarda il tempo libero, la socializzazione ,la lotta contro la solitudine che spesso in situazioni del genere è inevitabile cosa vi viene offerto da parte delle strutture pubbliche o private ? ” Presso alcune strutture , come circoli o associazioni, sovvenzionate da privati o dalle Amministrazioni Pubbliche per gli anziani fragili , offrono pranzi domenicali o anche infrasettimanali. In questi incontri c’è la possibilità di scambiare quattro chiacchiere tra amici. Famiglia e amici fanno il resto .” Che cosa vorrebbe che fosse fatto per voi che vivete disabilità di vario genere?  ” Un po’ più di attenzione per quelli come noi che ciononostante tutto qualcosa ancora di autosufficienza è rimasta, per quello che dicevo prima e soprattutto per il sanitario, che è quello che ci può garantire proprio quel po’ di autosufficienza che ancora abbiamo. “

                                                                                                                                                    Rita Santuari